Archive for the ‘News’ Category

L’Istituto Gaslini struttura in organico 42 Operatori socio sanitari

giovedì, aprile 26th, 2012

L’Istituto  Gaslini ha deciso di strutturare in organico 42 Operatori socio sanitari proseguendo nella politica di riduzione del “precariato” condivisa con la Regione Liguria che ha rilasciato la debita autorizzazione in deroga al blocco delle assunzioni.

Si  è  proceduto attingendo dall’elenco degli idonei alla recente selezione secondo  il  posizionamento  nelle liste pervenute dall’Ufficio Provinciale del Lavoro. Tali   posti  erano  attualmente  coperti,  per  inderogabili  esigenze  di servizio,  con  unità  di  personale  fornito  da Agenzia  per  il  lavoro interinale  e, pertanto, con tali assunzioni non vi sarà aumento di spesa a livello  di  bilancio complessivo ma, anzi, sarà possibile anche un piccolo risparmio.

Il  provvedimento  di  copertura  dei suddetti posti a tempo indeterminato, assunto  in  data  odierna  dell’Istituto Giannina  Gaslini, rientra nella politica dell’Istituto di strutturare stabilmente i posti indispensabili al corretto   supporto dell’assistenza  ai  piccoli  pazienti,  riducendo  le posizioni “precarie” con tutti i problemi che esse comportano.

All’inizio  del  2011  le  posizioni  “interinali” riguardanti il personale afferente alle figure professionali del “comparto” ammontavano a 161 unità; in  poco  meno di un anno e mezzo, pur non senza difficoltà, tali posizioni vengono  ad  essere ricondotte in un numero che può definirsi “fisiologico”ovvero  ad  una  cinquantina  di  unità,  per  le quali comunque il  Gaslini auspica di poter continuare nel percorso intrapreso.

leggi il comunicato stampa

Pareggio di bilancio: la legge costituzionale in Gazzetta

martedì, aprile 24th, 2012

Entra nella Costituzione il pareggio di bilancio: la legge costituzionale n. 1/2012 approvata la scorsa settimana è stata pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale n. 95 del 23 aprile 2012.

Il nuovo articolo 81 afferma che «lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all’indebitamento – si legge nella riformulazione dell’articolo 81 – è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali» tra cui sono incluse «gravi recessioni economiche, crisi finanziarie, gravi calamità naturali».

La riforma stabilisce poi (all’articolo 97 della Costituzione) che anche «le pubbliche amministrazioni in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico». Inoltre, l’articolo 119 stabilisce che Comuni, Province, città metropolitane e Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa ma «nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari dovuti all’ordinamento dell’Unione europea».

Il nuovo articolo della Costituzione stabilisce anche che ogni legge che comporti nuovi o maggiori oneri «provvede ai mezzi per farvi fronte» e, con una legge di attuazione, «l’istituzione presso le Camere di un organismo indipendente al quale attribuire compiti di analisi e verifica degli andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio».
E le Camere, infine, avranno una funzione di controllo sulla finanza pubblica in particolare per l’equilibrio tra entrate e spese e la qualità e l’efficacia della spesa delle pubbliche amministrazioni. La legge costituzionale dovrà essere applicata a partire dall’esercizio finanziario 2014.

(fonte Il Sole 24 Ore Sanità)

Gioco d’azzardo patologico: le Regioni chiedono «strumenti legislativi e finanziari» per combatterlo

martedì, aprile 24th, 2012

Norme e risorse contro il gioco d’azzardo patologico e la ripresa dell’esame in Conferenza Unificata dello schema di decreto interdirigenziale contro le ludopatie, bloccato dal ministero dell’Economia. A chiederli sono le Regioni nella relazione tenuta alla commissione Affari sociali della Camera, che sul gambling sta conducendo un’indagine conoscitiva.

I governatori sono chiari: il fenomeno della dipendenza da gioco è ormai noto. «Centinaia di migliaia di cittadini italiani stanno rovinando se stessi e le loro famiglie a causa del gioco – si legge nel documento – per cui lo Stato non può più continuare a ignorare il problema». Anche se il gioco d’azzardo legale ha un fatturato rilevante (80 miliardi di euro) e anche se dà lavoro a migliaia di persone.

Attualmente la cura dei giocatori patologici è affidata ai SerT, spesso in collaborazione con i Centri per la salute mentale. Ma questo «non fa che aumentare l’oneroso carico di lavoro di tali servizi», già gravati da risorse ridotte al lumicino. In alcune Regioni un grosso aiuto arriva dal privato sociale, ma certo non basta più.

Di qui la richiesta: ferma restando l’urgenza di introdurre azioni protettive e preventive e di limitare la pubblicità dei giochi, «si ritiene improcrastinabile dotare le Regioni di strumenti legislativi e finanziari che consentano alle stesse di programmare, pianificare e organizzare servizi e interventi sia sociali che sanitari capaci di attuare percorsi di cura e assistenza ai giocatori d’azzardo patologici e ai loro familiari». Una risposta potrebbe arrivare già con la ripresa dell’esame dello schema di decreto Monopoli di Stato-ministero della Salute. E non può ignorare che «un eventuale inserimento nei Lea di questa patologia», come più volte auspicato dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, «non potrà non essere accompagnato da una necessaria copertura finanziaria».

(fonte il Sole 24 Ore Sanità)

Ministro Balduzzi in Danimarca a Consiglio Ministri Salute Ue

lunedì, aprile 23rd, 2012

Il Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi, ha preso parte oggi ad Horsens, in Danimarca, al Consiglio informale dei Ministri della Salute dell’Unione europea. Tre sono stati i temi principali sui quali il Ministro italiano è intervenuto nella prima giornata dei lavori: la sicurezza dei dispositivi medici; la sanità elettronica; la medicina personalizzata.

L’Italia, basandosi sull’esperienza maturata in circa venti anni di applicazione delle direttive europee, che ha visto il nostro Paese tra i più attivi in materia di controllo degli organismi di certificazione, di sorveglianza e ispezione sui fabbricanti e gli altri soggetti della filiera e di vigilanza sugli incidenti, ha auspicato che in tutti gli Stati membri siano messi in atto controlli, attuati secondo precisi standard, per numero e qualità, in modo da assicurare un miglioramento omogeneo nella sicurezza dei dispositivi medici circolanti nel mercato comunitario. In tal senso l’Italia ha espresso apprezzamento per il piano di azione immediato predisposto dal commissario europeo John Dalli. L’Italia ha chiesto che anche gli altri Stati membri rendano obbligatoria la segnalazione degli incidenti da parte degli operatori sanitari, oltre che dei fabbricanti, al fine di una più completa informazione su eventuali incidenti. Il Ministro Balduzzi ha ricordato che il nostro Paese dispone già di un’ampia banca dati dei dispositivi medici presenti sul mercato e di un registro delle protesti articolari e ha manifestato la disponibilità dell’Italia a condividere con altri Stati membri la propria esperienza circa la classificazione e la struttura della propria banca dati.

Sulla sanità elettronica il Ministro ha ringraziato la Presidenza danese per aver voluto porre all’attenzione del Consiglio un’importante riflessione comune sul tema dell’innovazione centrata sul paziente. Il Ministro della Salute italiano ha sottolineato che “si tratta di mettere in campo strumenti fondamentali per l’attuazione di programmi innovativi che possano al contempo migliorare le cure e ridurre il costo dell’assistenza, anche attraverso una nuova organizzazione dei servizi”. L’Italia, ha continuato Balduzzi, “sta facendo passi in avanti nel settore della sanità elettronica, ma occorre trovare un coordinamento e un progetto unitario tra tutti i sistemi regionali della salute”. Infatti tra i vantaggi della sanità elettronica spicca la possibilità  di accesso all’alta specializzazione anche da località disagiate e lo spostamento delle cure dall’ospedale al territorio, la cooperazione tra specialisti, l’erogazione delle cure secondo percorsi che possono adattarsi in modo personalizzato ai bisogni di salute dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più deboli della popolazione.

Durante i lavori del Consiglio si è affrontato anche il tema della cosiddetta medicina predittiva, che affiancandosi alla tradizionale prevenzione, permette di intervenire in una fase libera da malattia identificando le categorie di soggetti da sottoporre a specifici programmi preventivi e di anticipazione diagnostica, in modo da ridurre l’incidenza delle patologie e migliorare gli esiti e la prognosi nei soggetti già affetti,intervenendo nelle fasi più precoci della malattia. Il Ministro Balduzzi ha spiegato in conclusione che l’Italia vede con grande favore uno sforzo nell’implementazione dei programmi di eHealth e delle potenzialità della medicina predittiva, come strumenti di un sistema innovativo di salute pubblica centrato sul paziente, e ha chiesto agli Stati membri la costituzione di uno specifico gruppo di lavoro a livello europeo che affronti le problematiche scientifiche correlate alla medicina predittiva.

Rapporto Osservasalute 2011

lunedì, aprile 23rd, 2012

Il Rapporto Osservasalute 2011, dedicato allo stato di salute e qualità dell’assistenza nelle regioni italiane, è stato presentato a Roma al policlinico Agostino Gemelli.  Il Rapporto è frutto del lavoro di 175 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).

Ad essere in pericolo è la nostra salute e la causa principale si chiama crisi economica che porta a dover tagliare voci di bilancio familiare, in primis le “azioni preventive” di base come la buona alimentazione e l’attività fisica. Si rinuncia per esempio a frutta e verdura, che diventano un lusso per pochi: per la prima volta dal 2005 si registra un calo del numero di porzioni consumate al giorno (da 5,7% a 4,8%), dato che era rimasto grosso modo stabile fino al 2008; paradossalmente si mangia più sano nelle mense, che si confermano principali “fornitrici” di verdure, frutta e ortaggi. Alla base c’è meno disponibilità economica: secondo il Rapporto, la quota di famiglie a rischio povertà sale a una su quattro.

Numerosi studi dimostrano che l’impatto sulla salute di una crisi economico-finanziaria, quale quella che stiamo vivendo a livello globale, è forte: potrebbe portare a un incremento dei suicidi (i dati mostrano anche per l’Italia un aumento del numero di suicidi tra il 2006, quando i casi registrati erano 3.607 e il 2008, che si chiude con 3.799 casi) e delle morti correlate all’uso/abuso di bevande alcoliche e droghe. Nondimeno, la salute degli italiani resta tutto sommato ancora buona grazie alla “rendita” a loro disposizione, merito, per esempio, della tradizione della dieta mediterranea. Ma, come tutte le rendite non ben gestite, rischia di erodersi rapidamente: gli italiani sono, infatti, sempre più grassi (nel 2010 il 45,9% degli adulti è in eccesso ponderale, contro il 45,4% del 2009), anziani (aumentano le persone dai 75 anni in su, che rappresentano il 10% della popolazione contro il 9,8% della scorsa edizione del Rapporto) e colpiti da malattie croniche.  Per di più le scelte in ambito di politica sanitaria rischiano di peggiorare le cose: «le ultime manovre economiche realizzate in Italia in risposta alla tempesta finanziaria» ha dichiarato Walter Ricciardi, direttore di Osservasalute e dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma «hanno portato al ridimensionamento dei livelli di finanziamento dell’assistenza sanitaria già dal 2012; all’introduzione di ulteriori ticket; a tagli drastici nei trasferimenti alle Regioni e alle municipalità dei fondi su disabilità, infanzia, e altri aspetti che vanno poi a incidere sulla nostra salute».

Settimana OMS Immunizzazione: solo il 15% degli operatori sanitari è vaccinato

lunedì, aprile 23rd, 2012

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento europeo dedicato alla prevenzione attraverso le vaccinazioni. Promuovere l’importanza del ruolo svolto dai vaccini nel prevenire molte malattie infettive sarà infatti l’obiettivo principale della settima Settimana europea della vaccinazione 2012 (Eiw), promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dal 21 al 27 aprile 2012 e che vede protagonisti per la prima volta tutti i 54 Paesi dell’Europa.

L’evento, che ha come mission quello di assicurare la vaccinazione universale della popolazione non ancora raggiunta, e specialmente le fasce più povere e disagiate – informa una nota – pone quest’anno l’accento sull‘importanza della vaccinazione da parte del personale sanitario. Una misura considerata dall’Oms indispensabile per assicurare la salute di tutta la popolazione e un’arma di grande impatto per la riuscita dei programmi di immunizzazione nazionali. Le coperture degli operatori sanitari, che si aggirano intorno al 15%, restano infatti troppo basse, ben lontane dai livelli auspicati dall’Oms. E questo può costituire un pericolo per la popolazione costretta a ospedalizzazioni, oltre che un sintomo evidente della scarsa attenzione sul tema della prevenzione.

L’Eiw 2012, inoltre, celebra la ricorrenza del 10° anniversario della dichiarazione ufficiale dell’eradicazione della poliomielite da tutto il territorio europeo. «È un traguardo da celebrare – hanno infatti dichiarato gli esperti dell’Oms – perchè mostra concretamente come un’alta copertura vaccinale in un territorio possa controllare la diffusione di una malattia». Grazie ai progressi nelle vaccinazioni infatti, oggi 8 milioni di persone che sarebbero paralizzate dalla polio, possono godere di buona salute, e nel mondo il virus è stato debellato al 99%.

(fonte Adnukronos Salute)

A Napoli Risonanza e Pet con un unico nuovo strumento

lunedì, aprile 23rd, 2012

Il sottosegretario alla Sanità Adelfio Cardinale ha presentato il Biograph mMR, tomografo in grado di eseguire contemporaneamente gli esami Rm (Magnetic Resonance) e Pet (Positron Emission Tomography).

Sono venti i modelli in tutto il mondo: l’unico esemplare in Italia è alla Fondazione Sdn di Napoli, diretta da Marco Salvatore.

«Una macchina all’avanguardia – spiega Cardinale – che a differenza dell’antica radiologia, che dava un’immagine morta del corpo umano, non solo mostra le alterazioni morfologiche ma permette quegli studi funzionali che accoppiati alla Pet permettono di fare un salto in avanti sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce, settori importanti per cercare di sistematizzare la spesa sanitaria».

Il tomografo, prodotto dalla Siemens, offre le informazioni della risonanza magnetica e della tomografia a emissione di positroni in un’unica immagine ad altissima risoluzione, grazie al sistema ibrido a 3 tesla. «L’acquisizione in simultanea dei dati di entrambi gli esami fornisce un incremento nell’accuratezza diagnostica in campo oncologico, neurodegenerativo e cardiologico, consentendo una migliore individuazione della terapia e una maggiore certezza sulla tipologia di intervento da eseguire», spiegano Onofrio Catalano ed Emanuele Nicolai, rispettivamente responsabili del settore radiologia e di medicina nucleare della Fondazione Sdn.

Nel caso di una lesione tumorale, ad esempio, l’esame mMR indica la perfetta collocazione e dimensione della lesione, specificandone l’aggressività. In un unico esame della durata complessiva di circa 30 minuti si possono quindi eseguire sia la risonanza magnetica che la Pet, con risparmio di tempo e minore invasività. La risonanza mMR è indicata soprattutto nello studio dei tumori dell’addome, i tumori della sfera genitale, del fegato e del tratto gastroenterico, ma è anche utile a livello encefalico sia nella patologia tumorale sia nella patologia neurodegenerativa, quale lo studio delle demenze.

Balduzzi firma decreti riforma per farmaci emoderivati

venerdì, aprile 20th, 2012

Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha firmato 4 decreti di riforma riguardanti il settore della produzione nazionale di farmaci emoderivati. Finisce l’era del monopolio nella lavorazione del plasma nazionale per la produzione di farmaci emoderivati: le Regioni, infatti, avranno ora la possibilita’ di stipulare convenzioni anche con aziende di produzione operanti sul territorio dell’Unione europea.

I decreti, spiega il ministero, danno ”concreta attuazione” agli articoli della legge 219 del 2005, che si proponeva appunto di liberalizzare il mercato,  e sono relativi appunto alla produzione di emoderivati da plasma raccolto sul territorio nazionale anche da parte di aziende i cui stabilimenti sono nell’Unione Europea e all’importazione ed esportazione di sangue, emocomponenti, plasma e medicinali emoderivati.

Per il settore sangue si tratta di una vera ‘svolta’: con le nuove norme, infatti, l’azienda Kedrion del gruppo Marcucci non
sara’ piu’ l’unica titolare della lavorazione del sangue e dei suoi derivati, con l’obiettivo di introdurre il principio della
concorrenza anche in questo settore per ottenere riduzioni di prezzo e miglioramento della qualita’.
Con il via ai decreti attuativi, si prevede che le aziende dotate dei requisiti di legge possono presentare al Ministero
della Salute l’istanza per l’inserimento nell’elenco di quelle che saranno autorizzate alla stipula delle convenzioni con le
Regioni. Si disciplinano poi diversi casi di importazione ed esportazione, e si stabilisce l’utilizzo ”razionale ed etico di
prodotti medicinali derivati dal plasma nazionale la cui disponibilità sia eventualmente in eccesso rispetto al fabbisogno italiano, mediante cessione ad altri Paesi”.

I decreti prevedono anche l’importazione da Paesi terzi (fuori dell’Unione Europea) di plasma e l’esportazione, dopo la
lavorazione, negli stessi Paesi di medicinali emoderivati.

Infine, si è regolamentato il periodo transitorio fino al 31 dicembre 2014 per l’adeguamento dei servizi trasfusionali alle
normative europee e nazionali. I controlli di tali emoderivati saranno effettuati unicamente da parte dell’Istituto Superiore di Sanita’.

Patologie oncologiche invalidanti: un opuscolo informativo per i lavoratori a cura del Ministero del Lavoro

venerdì, aprile 20th, 2012

E’ stato presentato l’opuscolo informativo “Patologie oncologiche e invalidanti – Quello che è importante sapere per le lavoratrici e i lavoratori”.

La pubblicazione, redatta dal Tavolo di coordinamento nazionale costituito dalla Consigliera Nazionale di Parità, dalle Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL e CONFSAL e dalle Associazioni di Volontariato FAVO, AIMaC e KOMEN ITALIA, fornisce con semplicità e chiarezza alle lavoratrici e ai lavoratori affetti  da patologie oncologiche e invalidanti le principali informazioni sui propri diritti e quelli dei propri familiari: il diritto al part-time, i congedi, gli eventuali sostegni economici, le tutele legate ai contratti collettivi, i passi da fare per la domanda di invalidità civile.

Sono già 15 mila le copie che, grazie alla rete dei partner, saranno distribuite nei luoghi di lavoro e nelle strutture socio-sanitarie.

“E’ importantissimo – ha detto il Ministro Fornero – che la patologia non discrimini sul lavoro. L’obiettivo è che l’opuscolo arrivi a tutti i lavoratori e aiuti i malati a sentirsi meno soli”. “Ci piacerebbe – ha sottolineato la Consigliera Servidori - che una copia dell’opuscolo fosse distribuita insieme al contratto di lavoro e che fosse reperibile in tutte le sedi dove i lavoratori cercano informazioni: patronati, associazioni sindacati.”

leggi la locandina dell’ Opuscolo informativo sulle patologie oncologiche invalidanti

Sentenza della Cassazione per le rette RSA ai malati di Alzheimer

venerdì, aprile 20th, 2012

Con sentenza n. 4558 del 12/12/2011, depositata in data 22/3/2012, la Corte di Cassazione, sezione prima civile, chiamata a decidere sulle spese di degenza in RSA di un paziente affetto dal morbo di Alzheimer e sul soggetto che debba farsene carico, ha ritenuto, condividendo un consolidato indirizzo della stessa Corte di Cassazione tale da “…… costituire diritto vivente” (pag. 8 della sentenza 4558/2012), che: -nel caso in cui oltre alle prestazioni socio assistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, l’attività va considerata comunque di rilievo sanitario, e pertanto di competenza del Servizio Sanitario Nazionale-.

Tale interpretazione è in linea con quanto indicato dal D.P.C.M. 8 agosto 1985 soprattutto laddove al punto 1 definisce attività di rilievo sanitario quelle – che richiedono personale e tipologie di intervento propri dei servizi socio assistenziali, purchè siano diretti immediatamente e in via prevalente alla tutela della salute del cittadino e si estrinsechino in interventi a sostegno dell’attività sanitaria di cura e/o riabilitazione fisica e psichica del medesimo –“ .

Sottolinea la Corte di Cassazione che il diritto alla salute è protetto dalla Costituzione come “ambito inviolabile della dignità umana ed è di per sé ostativo a qualsiasi azione di rivalsa”. Se ne deduce pertanto che nessuna rivalsa può essere posta in essere nei confronti di pazienti e, soprattutto, dei parenti dei pazienti poiché:
•    nella patologia del morbo di Alzheimer, se non sono inscindibili le attività socio assistenziali da quelle sanitarie e la cura dei pazienti, deve essere considerata di rilievo totalmente sanitario e, quindi, -si cita ancora la sentenza “trattasi di prestazioni totalmente a carico del Servizio Sanitario Nazionale”;

•    quanto alla “promessa di pagamento” sottoscritta dai parenti dell’assistito al momento del ricovero, la Corte di Cassazione la ritiene nulla perché (si cita la sentenza) “trattandosi (indiscutibilmente) di prestazioni totalmente a carico del Sistema Sanitario Nazionale…….”.
Ora si tratta di capire cosa succeda ai pazienti ricoverati nei “nuclei Alzheimer” delle nostre RSA (sono 4 da 20 posti: Airoldi e Muzzi, Villa Serena, Istituto Frisia e Villa dei Cedri), se l’ASL accetti le certificazioni delle Unità Valutazione Alzheimer accollando la spesa al Servizio Sanitario Regionale oppure “scarichi” su famiglie e Comuni tutti i costi.

Inoltre secondo il D.P.C.M. 8 agosto 1985, al punto n. 7, precisa che  è compito delle” Unità Sanitarie Locali (oggi ASL) fornire alla Regione e al Ministero della Sanità specifici flussi informativi sulle attività socio assistenziali di rilievo sanitario…..”. Sarebbe interessante che l’A.S.L. di Lecco pubblicasse i numeri delle attività socio assistenziali di rilievo sanitario che indicano quanti  cittadini non autosufficienti sono dichiarati a carico del S.S.N. e quali sono le patologie per cui sono assistiti.

Molti malati di Alzheimer, inoltre, non trovano posto in RSA perché i quattro nuclei sono pieni e c’è una coda lunghissima. In questo caso è sulla famiglia che si scaricano tutti i problemi. Con anche l’aggravante  dei progressivi tagli statali e regionali che riducono od annullano, a partire dal 2012, i buoni o i vaucher sinora previsti.