Archive for the ‘News’ Category

Il Sindaco Brucchi è il nuovo Presidente di Federsanità ANCI Abruzzo

mercoledì, febbraio 1st, 2012

Nel corso di un incontro della ricostituita Federsanità – ANCI abruzzese svoltosi a Teramo il 31 gennaio, è stato eletto all’unanimità Presidente della Federazione Maurizio Brucchi, il Sindaco di Teramo.

All’incontro è intervenuto il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e vi hanno preso parte anche il Presidente nazionale di Federsanità, Angelo Lino Del Favero e il Segretario generale Fabio Sturani. Presenti il Presidente regionale dell’ANCI, Antonio Centi e la consigliera Alessia De Paulis, dell’Ufficio nazionale di Presidenza dell’organismo che raggruppa i Comuni d’Italia.

La Federazione riattiva la propria funzionalità in Abruzzo, ripartendo dalla nuova composizione così delineata: i quattro Direttori Generali delle ASL abruzzesi, quattro rappresentanti del territorio e il Presidente regionale dell’ANCI.

I quattro componenti del territorio sono: Maurizio Brucchi per Teramo, Roberto Riga (presidente uscente) per L’Aquila, Mariangela Galante consigliere comunale di Fossacesia (CH) e Giordano Di Fiore Assessore al comune di Scafa (PE).

Il Presidente nazionale Del Favero, oltre a congratularsi con il Sindaco Brucchi per l’avvenuta nomina, ha espresso viva soddisfazione per il consolidamento dei rapporti con la Regione Abruzzo anche attraverso la sigla, effettuata nel corso della mattinata, del Protocollo Regione Abruzzo, Federsanità ANCI e ANCI Abruzzo.

Spending review: la ricetta del ministro Giarda

giovedì, gennaio 26th, 2012

Riformare la spesa pubblica non è una missione impossibile. Oggi, anzi, è la condizione necessaria per eliminare sprechi e inefficienze, garantire il controllo dei conti pubblici e liberare risorse da utilizzare per interventi di sviluppo. Ma prima di operare quella che viene definita la “spending review” e’ indispensabile conoscere lo stato dei fatti, numeri e dati concreti. Questo l’obiettivo del rapporto redatto dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.

Tre i capitoli del rapporto. Nel primo è contenuta una descrizione della spesa, il secondo capitolo traccia una classificazione di ciò che deve essere considerato ”spreco” mentre il terzo capitolo riguarda il patto di stabilità interno.

«La revisione della spesa ha due obiettivi. Il primo – spiega il ministro Giarda – è quello di restituire al settore privato attività e interventi che non hanno più ragione di essere pubblici. Il secondo è di garantire efficienza nella parte che rimane al settore pubblico con lo scopo di concentrare l’azione su chi ne ha bisogno».

Il rapporto è stato elaborato da Giarda nel suo incarico alla guida della commissione costituita nel precedente governo dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti, nell’ambito dei lavori preparatori per la delega fiscale e assistenziale.

Punto di partenza è l’analisi macroeconomica sull’evoluzione della spesa pubblica negli ultimi sessanta anni, dal 1951 al 2010. In questo periodo l’esborso per pensioni è passato dal 9,4% sul totale della spesa pubblica, al 30,2% ma allo stesso tempo e’ diminuito quello per assistenza e trasferimenti alle famiglie (dal 12,2% all’8,8%). In calo anche i contributi alla produzione, dal 3,6% all’1,9% con un picco al 6,4% nel 1980. Cio’ che e’ andato costantemente diminuendo è la spesa per investimenti, dal 15,4% al 6,8%. La spesa complessiva per consumi collettivi dal 1980 ad oggi è rimasta sostanzialmente invariata (circa il 41%) ma al suo interno è cresciuta quella per la sanità, dal 29,7% al 33,8%, e si e’ ristretta la spesa per istruzione, dal 25,7% al 20%.

Classificando ”sprechi” e ”inefficienze” il rapporto sottolinea che ”nella gestione della spesa pubblica il canone guida dovrebbe essere quello dell’efficienza economica. Dall’esigenza di non occupare un numero di addetti superiore a quello tecnicamente necessario a realizzare un particolare obiettivo, o di non assegnare benefici finanziari ad un soggetto che non li necessita, fino alla valutazione se una espansione della presenza pubblica in un particolare settore, finanziata con l’aumento del prelievo tributario, non abbia conseguenze negative sul potenziale di crescita dell’economia”. Ci sono sprechi nella produzione dei servizi quando ”una macchina costosa e ad alto potenziale viene sistematicamente sottoutilizzata” e quando ”si acquistano fattori produttivi pagando prezzi superiori al mercato”. In particolare la Sanità è compresa tra gli «sprechi di Tipo 2»: acquisto di fattori produttivi pagando prezzi superiori al prezzo di mercato o all’effettivo valore. A titolo di esempio, il rapporto cita il caso, più volte riscontrato nell’acquisto di farmaci, che diverse aziende sanitarie pagano prezzi diversi per lo stesso prodotto.

leggi il Rapporto Giarda

L’Asl 11 di Empoli ottiene la certificazione di qualità

mercoledì, gennaio 25th, 2012

La società italiana di certificazione Bureau Veritas ha espresso il proprio giudizio positivo in merito al processo di certificazione di qualità, secondo la norma UNI ENI ISO 9001, del dipartimento amministrativo dell’Asl 11 di Empoli.

Questo importante riconoscimento è stato conseguito a conclusione del 2011, secondo l’obiettivo indicato dalla direzione aziendale. Ciò favorirà l’ulteriore miglioramento dei settori di competenza dell’area amministrativa contribuendo, quindi, ad offrire servizi sempre più vicini alle esigenze del cittadino.

Il ringraziamento dell’Azienda per il raggiungimento di questo significativo risultato va a tutto il personale amministrativo e al comitato di dipartimento e, in particolare, ai responsabili di assicurazione qualità (Raq) del dipartimento che, con il supporto dell’Agenzia per la formazione, hanno guidato con grande impegno e competenza l’attività finalizzata alla costruzione di un sistema di qualità idoneo e raccordato con il generale sistema di qualità aziendale.

Sanità: Vendola nomina nuovo assessore

martedì, gennaio 24th, 2012

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha annunciato nel corso di una conferenza stampa nella sede di Bari che tra poco firmerà il decreto con cui sostituisce l’assessore alle Politiche della salute Tommaso Fiore, tecnico indipendente vicino alla sinistra, con un altro tecnico che ha collaborato con il primo in questi anni, Ettore Attolini. Vendola ha chiarito che si è trattato di una «decisione presa da solo su base fiduciaria. Non penso – ha proseguito – di aver fatto strappi nè di aver mancato di rispetto a nessuno. Ettore Attolini è una persona di assoluta competenza tecnica e indipendenza». Il fatto che non appartiene a nessun partito e a gruppo politico «ci da più garanzie», ha concluso.

Nel corso della conferenza stampa alla quale erano presenti sia l’assessore uscente che quello subentrante, Vendola ha chiarito che la scelta non è stata dettata «da possibili altri cambiamenti in Giunta dovuti alle prossime amministrative. L’ultimo impegno che ho ‘estortò all’assessore Fiore era quello del bilancio ma lui già da un anno aveva chiesto di poter andar via e di dedicarsi alla sua attività di primario e professore universitario». Il nuovo assessore Attolini ha sottolineato «la stanchezza e le difficoltà di molti operatori che si trovano ad esercitare la loro attività» e ha promesso che la sua azione amministrativa punterà al «miglioramento del funzionamento della ‘macchinà in assoluta sicurezza e appropriatezza, al netto delle pressioni lobbistiche».

Fonte: ADN Kronos

Salute: in Toscana si consuma il piu’ alto numero di antidepressivi

martedì, gennaio 24th, 2012

Meno ricoveri e piu’ trattamenti in day hospital o presso i servizi territoriali. I disturbi schizofrenici lasciano il posto a depressione e ansia. E la Toscana e’ la regione in cui si registra il piu’ alto consumo di antidepressivi. I problemi psichiatrici affliggono di piu’ i maschi in giovane eta’, mentre le donne sono le piu’ colpite dopo i 40 anni. In vent’anni e’ calato il ricorso al suicidio, anche se il fenomeno resta preoccupante in alcune zone montane. E’ il quadro della salute mentale in Toscana, tracciato da un’indagine dell’Ars, l’Agenzia regionale di sanita’ della Toscana che mercoledi’ prossimo dedichera’ al tema della salute mentale un convegno dal titolo ”Epidemiologia della salute mentale in Toscana”, rivolto ai professionisti dei servizi di salute mentale e ai dirigenti delle aziende sanitarie e delle Societa’ della Salute e dei servizi sociali. L’assessore al diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, ha presentato il convegno oggi assieme al direttore dell’Ars Francesco Cipriani. E illustrato tutti i dati che al convegno verranno diffusi.

”Da molti anni gli studi mettono l’accento sull’aumento della diffusione dei disturbi psichici – dice Sacramuccia -.

Lo studio condotto dall’Ars sara’ per noi uno strumento prezioso per conoscere meglio il fenomeno in tutti i suoi aspetti e orientare le politiche sanitarie verso interventi sempre piu’ mirati”.

Secondo dati recenti (Eurobarometer 2010), i disturbi di salute mentale rappresentano un problema sanitario che coinvolge circa un cittadino su 10 dell’Unione Europea e, in molti stati, la depressione rappresenta il problema di salute piu’ comune. La Commissione Europea ha svolto un’indagine specifica su 27 Stati membri, mostrando come la condizione di precarieta’ economica e lavorativa influisca profondamente sulla percezione del proprio stato mentale. La popolazione italiana sembra avere uno stato emotivo piu’ negativo rispetto alla media europea, modificando cosi’ l’immagine di un popolo allegro, nonostante tutto. In particolare, nelle quattro settimane che precedevano l’intervista, soltanto il 33% ha riferito di non essersi sentito profondamente abbattuto (rispetto al 47% degli europei) e solo il 16% non si e’ sentito demoralizzato e triste rispetto al 35% della media europea.

Per quanto riguarda la Toscana, questi i dati che emergono dallo studio dell’Ars. Nel 2010 i pazienti che hanno fatto ricorso a un servizio territoriale di salute mentale sono stati circa 78.000 (di cui 23.423 minorenni e 54.245 maggiorenni), pari ad oltre il 2% della popolazione. Di questi, quasi il 40% risultano nuovi utenti.

Per quanto riguarda i ricoveri, l’andamento presenta una tendenza alla riduzione. Al decrescere dei ricoveri si associa un aumento dei trattamenti in regime di day hospital, che dal 2002 ad oggi sono aumentati di 9 punti percentuali (dal 17,9% del 2002 al 26,9% del 2010). Sul fronte degli antidepressivi la Toscana si caratterizza per un consumo superiore rispetto alla media italiana: +50% circa, con sensibili differenze tra le diverse Asl. Il crescente utilizzo – osservano i ricercatori dell’Ars – sicuramente risente dei cambiamenti culturali avvenuti nel corso degli ultimi anni, in cui patologie come ansia e depressione risultano meno stigmatizzate dalla popolazione generale, che quindi ricorre con maggior facilita’ all’aiuto medico.

Fonte: Agenzia Asca

Protesi Pip, SSN rifiuta sostituzione. Codacons fa ricorso contro Asl di Pisa

martedì, gennaio 24th, 2012

Il Ministro della salute Renato Balduzzi ha promesso che alla fine del monitoraggio ordinato per le protesi Pip pericolose, impartirà al Servizio Sanitario Nazionale istruzioni sul da farsi. Intanto, però, il SSN rifiuta l’espianto e successivo reimpianto delle protesi alle donne che ne fanno richiesta.

A tal proposito il Codacons inoltrerà domani un ricorso al Tar del Lazio contro la Asl di Pisa, che ha rifiutato l’espianto di protesi mammaria ad una signora che ne aveva fatto richiesta.

Il Presidente del Codacons Carlo Rienzi fa sapere che durante un incontro al Ministero ha presentato un dossier con 15 proposte che a costo zero possono migliorare la qualità dell’assistenza e della sanità nel nostro paese. Le proposte vanno dal prezzo eccessivo dei farmaci, alla prevenzione delle ludopatie e dell’obesità, e ai problemi della riabilitazione, tutti fenomeni gravi che costano allo Stato milioni di euro ogni anno e potrebbero invece essere prevenuti per tempo. Tra le segnalazioni del Codacons al Ministro Balduzzi c’è, infine, quella inerente lo spreco di risorse economiche per finanziare progetti inutili e anzi dannosi. Tutte le proposte saranno approfondite in un prossimo incontro tra il dicastero e l’associazione dei consumatori.

Salute: maxi studio sul dolore, per le donne è più intenso

martedì, gennaio 24th, 2012

La sofferenza è ‘rosa’. Per le donne il dolore è più intenso in quasi ogni tipo di malattia, almeno secondo i ricercatori della Stanford University School of Medicine, che hanno esaminato una vasta mole di dati per indagare sulle differenza di genere in questo campo. Lo studio, pubblicato on line sul ‘Journal of Pain’, suggerisce l’importanza di coinvolgere più donne nei trial clinici per fare finalmente luce sull’origine di queste differenze.

Utilizzando un database progettato ad hoc, gli scienziati di Stanford hanno esaminato più di 160.000 tabelle sul dolore relative a oltre 72.000 pazienti adulti. Dopo aver selezionato i casi in cui la malattia associata al dolore veniva riportata, gli studiosi hanno analizzato il valore della sofferenza maschile e femminile per le varie patologie. «Non siamo certamente i primi a trovare le differenze nel dolore tra uomini e donne, ma questa volta ci siamo concentrati sull’intensità, mentre la maggior parte degli studi precedenti hanno esaminato la prevalenza. Per quanto a nostra conoscenza, questo è il primo lavoro in assoluto che ha usato dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche per esaminare il dolore su vasta scala, attraverso un’ampia gamma di malattie», spiega Atul Butte, autore senior dello studio. I ricercatori, in particolare, hanno esaminato tabelle in cui il dolore variava da 0 a 10 (in cui uno zero significa «nessun dolore» e 10 il «peggiore immaginabile»), relative a 250 diverse categorie di malattie.

La ricerca ha identificato 47 categorie diagnostiche per le quali vi erano più di 40 report sul dolore da parte di uomini e donne. Il campione includeva più di 11.000 pazienti adulti, di cui il 56% donne. «Abbiamo visto punteggi del dolore più elevati per le pazienti praticamente su tutta la linea», conclude Butte, dal mal di collo, all’emicrania, alla sinusite acuta.

Manovra e sanità: le misure adottate dal “decreto salva Italia”

mercoledì, gennaio 11th, 2012

La Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (Settori Salute e Politiche sociali) ha elaborato un quadro sinottico sulle misure contenute nel cosiddetto “Decreto salva Italia” relative agli aspetti che hanno attinenza con la sanità e il welfare.
Il testo degli articoli della  Legge 22-12-2011 n. 214 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2011, n. 300, Supplemento Ordinario) relativi a tali settori è corredato da una nota esplicativa che ne spiega il senso e la portata.

leggi il quadro sinottico della Manovra di dicembre “decreto Salva Italia”

(fonte Regioni.it)

Toscana, nuovi Dg per Asl e Estav

mercoledì, gennaio 11th, 2012

Cambio al vertice per alcune Asl toscane: Antonio D’Urso sarà il nuovo direttore generale dell’Azienda 2 di Lucca e Valtere Giovannini dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi.

Confermati invece Monica Calamai alla guida della Asl 6 di Livorno e Fausto Mariotti a quella di Grosseto.

Per gli Estav Monica Piovi sarà il dg di quella sud-est e Beatrice Sassi di quella del centro.

È quanto comunicato oggi, informa una nota, dall’assessore toscano al diritto alla salute Daniela Scaramuccia alla commissione sanità del Consiglio regionale, presieduta da Marco Remaschi (Pd), che si è espressa favorevolmente, a maggioranza, sulle nomine. Domani il presidente della Regione Enrico Rossi firmerà il decreto con le nuove nomine e i nuovi direttori assumeranno gli incarichi il 12 gennaio.

Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010

mercoledì, gennaio 11th, 2012

La Relazione, un volume di oltre mille pagine, contiene una quantità impressionante di dati che fotografano lo stato di salute degli italiani nel biennio 2009-2010.

La Direzione generale della comunicazione e delle relazioni istituzionali – Ufficio V Portale, in collaborazione con la Direzione generale del sistema informativo e statistico sanitario del ministero della Salute, ha realizzato un sito tematico dedicato interamente alla consultazione e alla massima fruibilità della Relazione.
Per la prima volta, è possibile sfogliare on line la Relazione ma anche scaricare la App edicola Salute da Apple store per avere sempre disponibile sul proprio Ipad l’ingente patrimonio di informazioni e dati della Relazione. Il sito tematico permette inoltre di consultare gli oltre 350 grafici e figure della Relazione tramite un apposito indice oppure in correlazione con la navigazione della sintesi, in italiano e in inglese, del volume.

Alcuni dei punti chiave contenuti nella pubblicazione:

  • L’Italia raggiunge il traguardo storico dei 60 milioni di abitanti, tra questi il 20,3% ha più di 65 anni
  • Il nostro Paese tra i primi in Europa per incremento della speranza di vita
  • Quasi dimezzata dal 1980 la mortalità generale
  • In continua diminuzione la mortalità infantile, ridotta del 22% per i maschi e del 24% per le femmine
  • Le Malattie del sistema circolatorio e i tumori si confermano le principali cause di morbilità e mortalità
  • Ridotta del 60% dal 1980 la mortalità per malattie cardiocircolatorie
  • Dagli anni ‘90 ridotta del 20% la mortalità per tumori
  • Registrata una diminuzione dei ricoveri ospedalieri degli anziani ultrasessantacinquenni e l’incremento dell’Assistenza domiciliare integrata

La RSSP è una componente essenziale del ciclo di pianificazione, programmazione e valutazione del Servizio Sanitario Nazionale e fornisce una periodica informativa, al Parlamento ed ai cittadini, sullo stato di salute della popolazione e sull’attuazione delle politiche sanitarie. L’edizione riferita al biennio 2009-2010 è il risultato di un lavoro cospicuo al quale hanno collaborato circa 300 tra specialisti, ricercatori e dirigenti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’AgeNaS, dell’AIFA, delle Università e degli IRCCS, coordinati da un Comitato editoriale e da un Comitato redazionale.