Archive for the ‘Qualità e sviluppo’ Category

Spending review: la ricetta del ministro Giarda

giovedì, gennaio 26th, 2012

Riformare la spesa pubblica non è una missione impossibile. Oggi, anzi, è la condizione necessaria per eliminare sprechi e inefficienze, garantire il controllo dei conti pubblici e liberare risorse da utilizzare per interventi di sviluppo. Ma prima di operare quella che viene definita la “spending review” e’ indispensabile conoscere lo stato dei fatti, numeri e dati concreti. Questo l’obiettivo del rapporto redatto dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.

Tre i capitoli del rapporto. Nel primo è contenuta una descrizione della spesa, il secondo capitolo traccia una classificazione di ciò che deve essere considerato ”spreco” mentre il terzo capitolo riguarda il patto di stabilità interno.

«La revisione della spesa ha due obiettivi. Il primo – spiega il ministro Giarda – è quello di restituire al settore privato attività e interventi che non hanno più ragione di essere pubblici. Il secondo è di garantire efficienza nella parte che rimane al settore pubblico con lo scopo di concentrare l’azione su chi ne ha bisogno».

Il rapporto è stato elaborato da Giarda nel suo incarico alla guida della commissione costituita nel precedente governo dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti, nell’ambito dei lavori preparatori per la delega fiscale e assistenziale.

Punto di partenza è l’analisi macroeconomica sull’evoluzione della spesa pubblica negli ultimi sessanta anni, dal 1951 al 2010. In questo periodo l’esborso per pensioni è passato dal 9,4% sul totale della spesa pubblica, al 30,2% ma allo stesso tempo e’ diminuito quello per assistenza e trasferimenti alle famiglie (dal 12,2% all’8,8%). In calo anche i contributi alla produzione, dal 3,6% all’1,9% con un picco al 6,4% nel 1980. Cio’ che e’ andato costantemente diminuendo è la spesa per investimenti, dal 15,4% al 6,8%. La spesa complessiva per consumi collettivi dal 1980 ad oggi è rimasta sostanzialmente invariata (circa il 41%) ma al suo interno è cresciuta quella per la sanità, dal 29,7% al 33,8%, e si e’ ristretta la spesa per istruzione, dal 25,7% al 20%.

Classificando ”sprechi” e ”inefficienze” il rapporto sottolinea che ”nella gestione della spesa pubblica il canone guida dovrebbe essere quello dell’efficienza economica. Dall’esigenza di non occupare un numero di addetti superiore a quello tecnicamente necessario a realizzare un particolare obiettivo, o di non assegnare benefici finanziari ad un soggetto che non li necessita, fino alla valutazione se una espansione della presenza pubblica in un particolare settore, finanziata con l’aumento del prelievo tributario, non abbia conseguenze negative sul potenziale di crescita dell’economia”. Ci sono sprechi nella produzione dei servizi quando ”una macchina costosa e ad alto potenziale viene sistematicamente sottoutilizzata” e quando ”si acquistano fattori produttivi pagando prezzi superiori al mercato”. In particolare la Sanità è compresa tra gli «sprechi di Tipo 2»: acquisto di fattori produttivi pagando prezzi superiori al prezzo di mercato o all’effettivo valore. A titolo di esempio, il rapporto cita il caso, più volte riscontrato nell’acquisto di farmaci, che diverse aziende sanitarie pagano prezzi diversi per lo stesso prodotto.

leggi il Rapporto Giarda

L’Asl 11 di Empoli ottiene la certificazione di qualità

mercoledì, gennaio 25th, 2012

La società italiana di certificazione Bureau Veritas ha espresso il proprio giudizio positivo in merito al processo di certificazione di qualità, secondo la norma UNI ENI ISO 9001, del dipartimento amministrativo dell’Asl 11 di Empoli.

Questo importante riconoscimento è stato conseguito a conclusione del 2011, secondo l’obiettivo indicato dalla direzione aziendale. Ciò favorirà l’ulteriore miglioramento dei settori di competenza dell’area amministrativa contribuendo, quindi, ad offrire servizi sempre più vicini alle esigenze del cittadino.

Il ringraziamento dell’Azienda per il raggiungimento di questo significativo risultato va a tutto il personale amministrativo e al comitato di dipartimento e, in particolare, ai responsabili di assicurazione qualità (Raq) del dipartimento che, con il supporto dell’Agenzia per la formazione, hanno guidato con grande impegno e competenza l’attività finalizzata alla costruzione di un sistema di qualità idoneo e raccordato con il generale sistema di qualità aziendale.

Salute: in Toscana si consuma il piu’ alto numero di antidepressivi

martedì, gennaio 24th, 2012

Meno ricoveri e piu’ trattamenti in day hospital o presso i servizi territoriali. I disturbi schizofrenici lasciano il posto a depressione e ansia. E la Toscana e’ la regione in cui si registra il piu’ alto consumo di antidepressivi. I problemi psichiatrici affliggono di piu’ i maschi in giovane eta’, mentre le donne sono le piu’ colpite dopo i 40 anni. In vent’anni e’ calato il ricorso al suicidio, anche se il fenomeno resta preoccupante in alcune zone montane. E’ il quadro della salute mentale in Toscana, tracciato da un’indagine dell’Ars, l’Agenzia regionale di sanita’ della Toscana che mercoledi’ prossimo dedichera’ al tema della salute mentale un convegno dal titolo ”Epidemiologia della salute mentale in Toscana”, rivolto ai professionisti dei servizi di salute mentale e ai dirigenti delle aziende sanitarie e delle Societa’ della Salute e dei servizi sociali. L’assessore al diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, ha presentato il convegno oggi assieme al direttore dell’Ars Francesco Cipriani. E illustrato tutti i dati che al convegno verranno diffusi.

”Da molti anni gli studi mettono l’accento sull’aumento della diffusione dei disturbi psichici – dice Sacramuccia -.

Lo studio condotto dall’Ars sara’ per noi uno strumento prezioso per conoscere meglio il fenomeno in tutti i suoi aspetti e orientare le politiche sanitarie verso interventi sempre piu’ mirati”.

Secondo dati recenti (Eurobarometer 2010), i disturbi di salute mentale rappresentano un problema sanitario che coinvolge circa un cittadino su 10 dell’Unione Europea e, in molti stati, la depressione rappresenta il problema di salute piu’ comune. La Commissione Europea ha svolto un’indagine specifica su 27 Stati membri, mostrando come la condizione di precarieta’ economica e lavorativa influisca profondamente sulla percezione del proprio stato mentale. La popolazione italiana sembra avere uno stato emotivo piu’ negativo rispetto alla media europea, modificando cosi’ l’immagine di un popolo allegro, nonostante tutto. In particolare, nelle quattro settimane che precedevano l’intervista, soltanto il 33% ha riferito di non essersi sentito profondamente abbattuto (rispetto al 47% degli europei) e solo il 16% non si e’ sentito demoralizzato e triste rispetto al 35% della media europea.

Per quanto riguarda la Toscana, questi i dati che emergono dallo studio dell’Ars. Nel 2010 i pazienti che hanno fatto ricorso a un servizio territoriale di salute mentale sono stati circa 78.000 (di cui 23.423 minorenni e 54.245 maggiorenni), pari ad oltre il 2% della popolazione. Di questi, quasi il 40% risultano nuovi utenti.

Per quanto riguarda i ricoveri, l’andamento presenta una tendenza alla riduzione. Al decrescere dei ricoveri si associa un aumento dei trattamenti in regime di day hospital, che dal 2002 ad oggi sono aumentati di 9 punti percentuali (dal 17,9% del 2002 al 26,9% del 2010). Sul fronte degli antidepressivi la Toscana si caratterizza per un consumo superiore rispetto alla media italiana: +50% circa, con sensibili differenze tra le diverse Asl. Il crescente utilizzo – osservano i ricercatori dell’Ars – sicuramente risente dei cambiamenti culturali avvenuti nel corso degli ultimi anni, in cui patologie come ansia e depressione risultano meno stigmatizzate dalla popolazione generale, che quindi ricorre con maggior facilita’ all’aiuto medico.

Fonte: Agenzia Asca

Servizi Sanitari e Sociosanitari per i cittadini visti dai cittadini

giovedì, gennaio 19th, 2012

Atlante dei servizi in Friuli Venezia Giulia e audit civico

L’iniziativa, organizzata da Federsanità ANCI FVG,  in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di San Vito al Tagliamento (PN) e l’ASS n.6 Friuli Occidentale,  si propone di mettere a confronto l’offerta dei servizi sanitari e sociosanitari in Friuli Venezia Giulia, illustrata nell’ omonimo Atlante, realizzato da Federsanità ANCI FVG,in collaborazione con la Regione e il supporto della Fondazione CRUP, con l’accessibilità e la qualità misurate con
gli occhi dei cittadini, Audit civico.

L’obiettivo è, inoltre, quello di riflettere sul rapporto tra comunità locali e servizi sanitari e sociali nell’attuale fase di
cambiamenti istituzionali, a livello nazionale e regionale, sul futuro a breve e medio termine e sul senso dei servizi. Il positivo allungamento della durata della vita media, con il conseguente aumento delle patologie cronico degenerative e della non autosufficienza, l’esigenza di garantire sicurezza e qualità ai servizi ospedalieri e territoriali in ambito sanitario e sociale, l’impegno per la sostenibilità ed equità del sistema, richiedono risposte integrate da affrontare con la massima collaborazione tra istituzioni e cittadini.

Al riguardo la valutazione degli esiti ei risultati di salute e la percezione della qualità dei servizi da parte dei
cittadini risultano strumenti fondamentali ancor più in una fase di riforme e nuovi provvedimenti da attuare ottimizzando l’utilizzo delle risorse, nel segno dell’appropriatezza.

Le conclusioni sono curate da Angelo Lino Del Favero, presidente di Federsanità – Anci.

leggi il programma

scheda di iscrizione

Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010

mercoledì, gennaio 11th, 2012

La Relazione, un volume di oltre mille pagine, contiene una quantità impressionante di dati che fotografano lo stato di salute degli italiani nel biennio 2009-2010.

La Direzione generale della comunicazione e delle relazioni istituzionali – Ufficio V Portale, in collaborazione con la Direzione generale del sistema informativo e statistico sanitario del ministero della Salute, ha realizzato un sito tematico dedicato interamente alla consultazione e alla massima fruibilità della Relazione.
Per la prima volta, è possibile sfogliare on line la Relazione ma anche scaricare la App edicola Salute da Apple store per avere sempre disponibile sul proprio Ipad l’ingente patrimonio di informazioni e dati della Relazione. Il sito tematico permette inoltre di consultare gli oltre 350 grafici e figure della Relazione tramite un apposito indice oppure in correlazione con la navigazione della sintesi, in italiano e in inglese, del volume.

Alcuni dei punti chiave contenuti nella pubblicazione:

  • L’Italia raggiunge il traguardo storico dei 60 milioni di abitanti, tra questi il 20,3% ha più di 65 anni
  • Il nostro Paese tra i primi in Europa per incremento della speranza di vita
  • Quasi dimezzata dal 1980 la mortalità generale
  • In continua diminuzione la mortalità infantile, ridotta del 22% per i maschi e del 24% per le femmine
  • Le Malattie del sistema circolatorio e i tumori si confermano le principali cause di morbilità e mortalità
  • Ridotta del 60% dal 1980 la mortalità per malattie cardiocircolatorie
  • Dagli anni ‘90 ridotta del 20% la mortalità per tumori
  • Registrata una diminuzione dei ricoveri ospedalieri degli anziani ultrasessantacinquenni e l’incremento dell’Assistenza domiciliare integrata

La RSSP è una componente essenziale del ciclo di pianificazione, programmazione e valutazione del Servizio Sanitario Nazionale e fornisce una periodica informativa, al Parlamento ed ai cittadini, sullo stato di salute della popolazione e sull’attuazione delle politiche sanitarie. L’edizione riferita al biennio 2009-2010 è il risultato di un lavoro cospicuo al quale hanno collaborato circa 300 tra specialisti, ricercatori e dirigenti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’AgeNaS, dell’AIFA, delle Università e degli IRCCS, coordinati da un Comitato editoriale e da un Comitato redazionale.

“Progetto Felice”, le scuole primarie di Caltanissetta per prevenire l’obesità infantile

lunedì, gennaio 2nd, 2012

Dal 12 al 17 dicembre, presso le terze classi delle scuole primarie di Caltanissetta, il CEFPAS, in collaborazione con l’UO di Educazione alla Salute dell’ASP 2 ed il Provveditorato agli Studi della Provincia di Caltanissetta, ha promosso un progetto formativo sull’obesità infantile, denominato “Progetto Felice”.

L’obiettivo principale di tale intervento è stato quello di contribuire al miglioramento della salute pubblica attraverso la promozione di un corretto stile di vita, così come previsto nel Piano Sanitario Regionale Siciliano.

A tal fine sono stati creati due personaggi, i bambini Felice e Carlo, che attraverso una metodologia interattiva focalizzata sull’apprendimento tra pari, hanno insegnato ai bambini cos’è l’obesità, come prevenirla e superarla seguendo alcuni consigli per mantenere uno stile di vita sano.

Alla fine dell’intervento gli alunni hanno compilato, individualmente, un questionario di gradimento in cui hanno espresso le loro impressioni su quanto appreso. Da una prima analisi dei dati emerge un diffuso entusiasmo per l’iniziativa e per la qualità della metodologia utilizzata, come si evince da due dei tanti commenti di seguito riportati: “mi è piaciuto giocare imparando”, “mi è piaciuta l’attività perché mi hanno insegnato cose importanti”.

Ai 395 bambini coinvolti è stato poi consegnato un pieghevole con informazioni da condividere con la famiglia e contenente un indirizzo e-mail al quale poter scrivere per avere ulteriori informazioni e consigli.

Il progetto verrà esteso alle altre province della regione.

La Rete Città Sane Oms premia i comuni cha hanno a cuore la salute

lunedì, gennaio 2nd, 2012

Un premio di tremila euro per il progetto più innovativo messo in campo da un Comune italiano nel 2011 sul tema della promozione della salute. La Rete Nazionale Città Sane OMS ripropone la quinta edizione dell’Oscar della Salute – Premio Nazionale Città Sane volto a valorizzare le buone prassi attuate a livello locale nel 2011 in materia di promozione della salute.

C’è tempo fino alle 12.00 del 6 aprile 2012 per inviare un progetto, realizzato e concluso nel 2011, riferito ad una delle quattro aree tematiche: stili di vita e lotta all’obesità; disuguaglianze di salute; ambiente e salute; invecchiamento in salute.

“Il Premio Città Sane è un piccolo contributo che la Rete vuole dare a quei Comuni che si impegnano, in questi tempi di crisi, in un campo così delicato come quello della Salute” spiega Simona Arletti, Presidente della Rete Nazionale Città Sane OMS “inoltre tutti i progetti inviati saranno inseriti in un’apposita sezione del nostro sito web e divulgati come buone prassi per favorire lo scambio e il confronto tra le Amministrazioni. Uno degli obiettivi fondamentali per cui nel 1995 è nata la Rete”.

Il bando e il modulo di adesione sono scaricabile dal sito web www.retecittasane.it oppure da www.comune.modena.it/cittasane.

Una volta compilata la scheda di adesione con le informazioni relative al progetto questa deve essere inviata all’indirizzo cittasane@comune.modena.it. Tutti gli allegati non disponibili in formato digitale possono essere recapitati alla sede della Segreteria Nazionale della Rete Città Sane (Via Santi, 40 41123 Modena) entro la stessa scadenza.

Possono partecipare i Comuni aderenti alla Rete e quelli che contestualmente alla partecipazione al Bando, dichiarino la volontà di adesione con l’impegno di perfezionarla in caso di vittoria.

I progetti verranno valutati da una Giuria composta dai rappresentanti del Comitato Tecnico dell’Associazione Rete Italiana Città Sane e da un esperto indipendente. La premiazione si svolgerà all’interno del 10° Meeting Italiano Città Sane – OMS che si terrà a Venezia il 10 e l’11 maggio 2012. Verrà selezionato un progetto primo classificato che riceverà il premio di tremila euro da utilizzare in progetti per la promozione della salute e quattro progetti secondi classificati a pari merito che saranno insigniti di una targa-premio in occasione del Meeting.

Per informazioni: cittasane@comune.modena.it

L’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza vara il suo percorso di sostenibilità

martedì, dicembre 20th, 2011

La Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza – Opera di San Pio da Pietrelcina presenta il suo primo rendiconto di sostenibilità ambientale 2011 con l’obiettivo di fornire una panoramica delle buone pratiche di sostenibilità ambientale intraprese evidenziando, contestualmente, le aree di miglioramento e gli ambiti di intervento possibili al fine di assicurare una gestione delle attività sempre più rispettosa del territorio, dell’ambiente e della comunità nelle quali l’Ospedale è inserito e opera.

Si tratta di un ulteriore passo in avanti nel percorso di trasparenza e rendicontazione dei processi e delle attività della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza iniziato lo scorso anno con la presentazione del Bilancio di Missione 2009 e del primo Report dell’attività scientifica 2008/2009.

L’assessment, frutto di un processo di analisi svolto dalle singole Funzioni e Raparti dell’Ospedale, con il supporto di Hill & Knowlton Gaia, è articolato in quattro sezioni tematiche (Ambiente; Pulizia e Igiene; Sicurezza e Qualità; Sociale) all’interno delle quali ogni singola voce è stata rendicontata e rispetto alle quali sono state individuate specifiche misure di miglioramento e implementazione.

Dall’assessment emerge come Casa Sollievo della Sofferenza abbia già messo in atto da tempo una serie di interventi di ottimizzazione energetica, riduzione di tutti i consumi e gestione efficiente dei rifiuti che hanno consentito il raggiungimento di notevoli risultati in termini di gestione sostenibile delle risorse. In particolare: pasti a km zero, riduzione della CO2, risparmio energetico, mobilità sostenibile, raccolta differenziata, progetti sociali.

E sono previsti nuovi interventi all’interno delle attività dell’Ospedale per il miglioramento costante delle sue performance ambientali.

leggi il comunicato stampa

Rapporto Istat 2011:calano strutture sanitarie, cresce assistenza domicilio

venerdì, dicembre 16th, 2011

Il rapporto 2011 dell’ Istat afferma che sono in calo le strutture sanitarie ma in aumento, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, l’assistenza domiciliare.

Secondo l’istituto di statistica, infatti, nel 2008 l’assistenza sanitaria territoriale conta circa 47.000 medici di base, 8 ogni 10 mila abitanti e circa 7.700 pediatri, 9 ogni 10 mila bambini fino a 14 anni. Ammontano invece a circa 16 ogni 100 mila abitanti gli ambulatori e i laboratori pubblici e privati convenzionati, in lieve calo negli ultimi tre anni (-0,3% dal 2007 al 2008).

Mentre i servizi di guardia medica sono 5 ogni 100 mila abitanti, valore pressochè costante negli ultimi tre anni.

Risultano invece in crescita, nel corso degli anni, sottolinea l’Istat, i pazienti assistiti al proprio domicilio, che da 414 mila nel 2006 sono passati a 494 mila nel 2008, l’81% dei quali è ultrasessantacinquenne. Infine un’altra tipologia di servizi che svolge un ruolo importante sia nel favorire il processo di deospedalizzazione sia nel garantire una risposta adeguata alla domanda sanitaria proveniente da persone non autosufficienti o con gravi problemi di salute è rappresentata dalle strutture per l’assistenza semiresidenziale e residenziale. Nel periodo 2007-2008 si assiste a un potenziamento di questi servizi: i posti letto nelle strutture per l’assistenza residenziale sono passati da circa 188 mila nel 2007 a 191 mila nel 2008, con un incremento pari al 2% in un anno; e negli stessi anni i posti per l’assistenza semiresidenziale sono passati da 41 mila a 43 mila, corrispondente in questo caso a una variazione del 4%.

La percentuale di persone che dichiarano di godere di un buono stato di salute è più elevata tra gli uomini (75,1%) che tra le donne (67,2%). E all’aumentare dell’età le prevalenze decrescono: tra le persone anziane, infatti, scende al 39,4% tra i 65-74 anni, fino a raggiungere il 22,7% tra gli ultrasettantacinquenni. Mentre a parità di età, evidenzia il rapporto, già a partire dai 35 anni emergono nette le differenze di genere a svantaggio delle donne, con le differenze maggiori che si hanno tra i 65-74 anni (44,8% contro il 34,7%) e i 75 anni e oltre (28,2% contro il 19,2%).

Il 38,4% dei residenti in Italia ha poi dichiarato di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche rilevate, che sono ovviamente più frequenti nelle fasce di età anziane: già nella classe 55-59 anni ne soffre il 54,8% e tra le persone ultrasettancinquenni la quota raggiunge l’86,2%. Il 20%, infine, ha dichiarato di essere affetto da due o più patologie croniche. Quelle più diffuse sono l’artrosi/artrite (17,1%), l’ipertensione (15,9%), le malattie allergiche (10,3%), l’osteoporosi (7,2%), la bronchite cronica e asma bronchiale (6,1%) e il diabete (4,9%).

I risultati della valutazione delle performance sanitarie a cura del Mes

venerdì, dicembre 16th, 2011

Sono stati presentati a Firenze i risultati della valutazione delle performance sanitarie delle 8 Regioni che hanno aderito al sistema di valutazione messo a punto dal Mes (Management e Sanità) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Si tratta di130 indicatori, di cui 80 di valutazione e 50 di osservazione, volti a descrivere e confrontare varie dimensioni della performance del sistema sanitario: lo stato di salute della popolazione, la capacità di perseguire le strategie regionali, la valutazione sanitaria, la valutazione dell’esperienza dei cittadini e dei dipendenti, e infine la valutazione della dinamica economico-finanziaria e dell’efficienza operativa. Le Regioni esaminate sono la Toscana (la prima ad essere monitorata), e poi nel tempo Liguria, Umbria, Valle d’Aosta, Marche, Trento e Bolzano e, dal 2011, la Basilicata.

“La BCE ha dato di recente indicazione al governo italiano di introdurre, quale strumento di risanamento e rilancio dell’economia del Paese, un sistema di indicatori per la valutazione dei risultati, in particolare nei servizi sanitari – ha detto il presidente della Toscana Enrico Rossi – dalla Relazione sullo stato di salute del Paese, presentata pochi giorni fa dal ministro Balduzzi, sono emerse grandi differenze tra le diverse regioni. Sono convinto che la valutazione e il confronto costante dei risultati può contribuire a ridurre notevolmente questa variabilità e a migliorare l’equità del sistema”.

“Il lavoro fatto negli ultimi tre anni dal network di queste Regioni – ha osservato Sabina Nuti del Mes – dimostra la volontà di rendere sempre più trasparente e responsabile la gestione dei servizi sanitari regionali. Il futuro impone alle Regioni non solo uno sforzo continuo di miglioramento delle prestazioni per rispondere alle evoluzioni dei bisogni, ma anche una riduzione della variabilità per garantire davvero l’equità, obiettivo strategico del servizio sanitario pubblico”.

Le best practice Regione per Regione
Queste le performance migliori registrate da ciascuna Regione:
Provincia autonoma di Trento: riguardo allo stato di salute della popolazione, registra globalmente un’ottima performance sul tema degli stili di vita (attività fisica, nutrizione, consumo di alcol, abitudine al fumo), rilevati attraverso lo studio nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità PASSI.
Valle d’Aosta: nel perseguimento delle strategie regionali di prevenzione dei tumori, consegue i migliori risultati nell’estensione e adesione degli screening mammografico, della cervice uterina e colorettale.
Provincia Autonoma di Bolzano: possibilità di intervenire tempestivamente ed efficacemente sulle fratture di femore: in questa realtà gli interventi avvengono infatti entro 2 giorni 87 volte su 100.
Liguria: rispetto ai Livelli essenziali di assistenza oggetto del Patto per la Salute, la Regione nel 2010 ha realizzato il 61% degli interventi chirurgici con drg LEA in Day Surgery, riducendo i livelli di inappropriatezza a cui si rischia di tendere per queste procedure.
Toscana: offre grandi spunti di riflessione sul tema della gestione delle patologie croniche; è infatti la Regione con il più basso tasso di ospedalizzazione per i pazienti scompensati e diabetici e che mostra la migliore integrazione tra territorio e ospedale, con la percentuale più bassa di ricoveri di durata superiore ai 30 giorni.
Basilicata: attenzione al paziente e al corretto uso delle risorse si osserva per l’applicazione di alcune tecniche professionali quali la prostatectomia transuretrale, che viene applicata nel 90% dei pazienti sottoposti a prostatectomia.
Umbria: presenta la migliore performance relativamente alle vaccinazioni, in particolare per il vaccino MPR, grazie al quale è possibile prevenire morbillo, parotite e rosolia e viene effettuato ai bambini di 2 anni.
Marche: dimostra la maggiore appropriatezza riguardo alla percentuale di DRG medici dimessi da reparti chirurgici, che devono essere contenuti il più possibile, per limitare un improprio assorbimento di risorse, visto che il costo letto in un reparto chirurgico è assai superiore a quello in un reparto medico.