Archive for the ‘Pensare la sanità’ Category

Def: nel 2012 spesa sanitaria in crescita del 2,2%. Le previsioni fino al 2015

mercoledì, aprile 18th, 2012

Crescita della spesa sanitaria per il 2012 del 2,2% rispetto al 2011 (+2,458 miliardi), con il personale che farà segnare un +0,5%, i consumi intermedi +4,2% e le prestazioni acquistate da produttori market +1,9%. E negli anni successivi fino al 2015 crescita media dell’1,2% l’anno con un rapporto spesa-Pil in media al 6,9 per cento.

Sono queste le previsioni per la sanità contenute del Documento di economia e finanze (Def) 2012, messo a punto dal ministero dell’Economia e all’esame del Consiglio dei ministri.

Per quanto riguarda alcuni singoli capitoli di spesa nel 2012 il Def prevede per la farmaceutica una spesa di 10.162 milioni, con un incremento dell’1,6% rispetto al 2011. La previsione tiene conto di: l’acquisizione dei dati di costo relativi al IV trimestre 2011; un andamento dell’aggregato coerente con il rispetto del tetto del 13,3% della spesa farmaceutica territoriale; la stima dell’entrata da pay-back farmaceutico a riduzione del livello di spesa; l’impatto sul prezzo di rimborso dei farmaci dell’incremento dell’aliquota Iva; i risparmi derivanti dall’attuazione dei piani di rientro.

Per la medicina di base è prevista una spesa di 6.733 milioni, con un incremento dello 0,5% rispetto al 2011. La previsione tiene conto di: l’acquisizione dei dati di costo relativi al IV trimestre 2011; i risparmi derivanti dall’attuazione dei piani di rientro.

Per le altre prestazioni (ospedaliere, specialistiche, riabilitative, integrative e altra assistenza) è prevista una spesa di 24.495 milioni, con un incremento del 2,4% rispetto al 2011.
La stima tiene in considerazione:
- l’acquisizione dei dati di costo relativi al IV trimestre 2011;
- gli effetti economici del ticket di 10 ? sulle prestazioni di assistenza specialistica erogate dai soggetti privati accreditati con il Ssn;
- i maggiori costi, quantificati in 100 milioni, originati dal concorso statale, per il solo anno 2012, al finanziamento degli oneri connessi alle attività strumentali necessarie ai fini istituzionali dei Policlinici universitari e ospedali non statali;
- i risparmi derivanti dall?attuazione dei piani di rientro.

Per le altre componenti la spesa prevista è di 5.097 milioni, con un incremento del 5,5% sul 2011 considerando gli effetti economici del ticket di 10 euro sulle prestazioni di assistenza specialistica erogate dalle strutture pubbliche del Ssn.

La proiezione della spesa sanitaria, spiega il Def, è effettuata sulla base della metodologia del reference scenario che recepisce, oltre agli effetti derivanti dall’invecchiamento demografico, anche le conseguenze indotte da ulteriori fattori esplicativi, tra cui le componenti di spesa socio-assistenziali per assistenza agli anziani.

E proprio considerando questo trend il Def fa proiezioni anche a più lunga scadenza: dopo una fase iniziale di riduzione per effetto delle misure di contenimento della dinamica della spesa, la previsione del rapporto fra spesa sanitaria e Pil presenta un profilo crescente attestandosi all’8,2% negli anni 2050-2060.

Leggi il testo del capitolo sulla Sanità

(fonte Il Sole 24 Ore Sanità)

Il Patto per la salute slitta a ottobre

lunedì, aprile 16th, 2012

Salta il termine del 30 aprile per chiudere il Patto per la salute 2013-2015 fissato dalla manovra estiva dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Le Regioni e il ministero della Salute hanno concordato di continuare a discutere dei contenuti del patto ma di siglarlo in ottobre, quando sarà più chiaro il quadro finanziario. Il motivo del contendere sono 7,5 miliardi che la manovra estiva ha tagliato alla sanità.
«L’idea è di riallineare la manovra con il Patto per la salute e di arrivare, a ottobre, ad avere più chiara la situazione finanziaria e le prospettive fino al 2015», ha spiegato il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, l’assessore del Veneto Luca Coletto.

Prima lezione del corso di formazione “General Management delle Aziende Sanitarie per la Regione Calabria”

venerdì, aprile 13th, 2012

E’ partita oggi la prima lezione del corso di formazione “General Management delle Aziende Sanitarie per la Regione Calabria” organizzato da Federsanità – Anci con Age.na.s.

Il titolo del primo modulo che si terrà oggi e domani è  “L’organizzazione dei servizi sanitari” e le lezioni sono tenute da Riccardo Fatarella, Direttore Generale della RSA Santa Marinella e Monte Buono,  Simone Naldoni in qualità di responsabile osservatori sociosanitari di Federsanità – Anci con Michelangelo Caiolfa e da Fulvio Lonati, Direttore Dipartimento Cure primarie Asl di Brescia.

Questi gli argomenti:

  1. Organizzazione del sistema sanitario con particolare riferimento alla continuità assistenziale
    e modello dipartimentale e distrettuale
  2. Integrazione tra ospedale e territorio i modelli
  3. Integrazione tra ospedale e territorio esperienze

Il prossimo modulo sarà il 27-28 aprile 2012.

 

Ridisegnate Cure Primarie, assistenza integrata e su misura

venerdì, aprile 13th, 2012

Nascono le nuove ‘cure primarie’ che puntano, in particolare, sull’assistenza integrata (ospedale-territorio), su misura, ovvero modulata su una offerta di diversa intensità a secondo le esigenze del paziente, sul lavoro in squadra dei medici e su una maggiore appropriatezza delle cure.

A ridisegnare l’assistenza territoriale il documento comune tra sindacati e ministero della Salute che il 12 aprile hanno chiuso il tavolo tecnico dedicato al riordino del settore e all’integrazione ospedale-territorio. «Il documento comune, che ha chiuso i lavori, recepisce le proposte dei diversi sindacati e associazioni di categoria riuniti al tavolo e ne rappresenta una sintesi», spiega Silvestro Scotti, vice segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg ) che ha partecipato all’incontro di oggi e che si dichiara soddisfatto per i risultati raggiunti per la modifica dell’articolo 8 della legge 502 ( che norma appunto l’assistenza territoriale). «Sono stati recepiti – spiega Scotti all’Adnkronos Salute – alcuni capisaldi che noi abbiamo sostenuto. Come il ruolo unico e l’accesso unico del medico all’area convenzionata della medicina generale e la modulazione del compenso con l’individuazione delle quote (e dei meccanismi di finanziamento) della prestazione professionale rispetto agli altri fattori di ‘produzionè (personale di studio, attrezzature, spese)».

In generale il documento indica alcuni obiettivi da perseguire: presa in carico del paziente modulata su livelli di intensità assistenziale attraverso l’integrazione delle figure professionali; appropriatezza delle cure; riorganizzazione dell’assistenza territoriale, con l’incentivazione di forme evolute di aggregazione dei professionisti; promozione della sanità d’iniziativa, ovvero della proposta attiva delle cure.

 

Queste tutte le indicazioni del documento:

1) Ruolo unico ed accesso unico per tutti i professionisti medici nell’ambito della propria area convenzionale (medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali) per far fronte alle esigenze di continuità assistenziale, di organizzazione e gestione, di prestazioni strumentali, di coordinamento informativo, di specifiche competenze cliniche richieste.

2) Integrazione mono-professionale e multi-professionale per favorire l’integrazione ed il coordinamento operativo tra i medici di medicina generale in tutte le loro funzioni, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, anche attraverso la costituzione di aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e Unità complesse cure primarie (Uccp), nonchè valorizzare l’integrazione tra i medici convenzionati ed i medici dipendenti, attraverso l’istituzionalizzazione di tavoli aziendali e regionali, facilitando l’intero percorso di cura del paziente.

3) Ristrutturazione del compenso prevedendo una distinzione delle fonti e dei meccanismi di finanziamento destinati alla remunerazione dell’attività professionale (prevalentemente definite e quantificate a livello nazionale) da quelle necessarie ad acquisire i fattori di produzione (attrezzature, personale, spese di gestione, spese automezzo, ecc.).

4) Sviluppo dell’ICT (Information and Communication Tecnology) che rappresenta uno strumento irrinunciabile sia per l’aggregazione funzionale sia per l’integrazione delle cure territoriali e ospedaliere ai fini di servizio, gestionali e di governo clinico.

5) Riorganizzazione del sistema di emergenza ed urgenza per garantire una continuità tra ospedale e territorio, evidenziando la necessità del passaggio alla dipendenza dei medici di emergenza sanitaria o comunque l’esigenza di una univocità di ruolo giuridico e contrattuale dei medici operanti nei servizi di emergenza.

6) Definire i percorsi formativi in maniera funzionale ai ruoli operativi specifici nell’ambito dell’integrazione professionale senza determinare sovrapposizioni, concorrenzialità o utilizzo in funzioni improprie. Rimodulare il percorso formativo per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani medici, completando lo stesso nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, comprese le forme organizzative evolute della medicina generale e della pediatria di famiglia, ad integrazione e perfezionamento del percorso universitario. Favorire lo sviluppo dei percorsi assistenziali ospedale-territorio per garantire la formazione continua dei medici anche attraverso processi formativi integrati che prevedono la partecipazione dei medici dipendenti e dei medici convenzionati

Nasce Federsanità Anci Basilicata

venerdì, aprile 13th, 2012

Si è svolto ieri 12 aprile negli uffici regionali del Dipartimento Sanità l’incontro dell’Ufficio di Presidenza dell’Anci Basilicata con il direttore generale dello stesso dipartimento Domenico Tripaldi, i direttori delle aziende sanitarie lucane Asp Potenza, Asp Matera, Crob, Azienda ospedaliera San Carlo e con il segretario generale nazionale di Federsanità Anci Fabio Sturani. L’incontro è stato finalizzato ad avviare le procedure per la nascita di Federsanità Anci Basilicata.

Sturani  ha evidenziato il ruolo e l’azione di Federsanità che “agisce come strumento sul piano della rappresentanza per i Comuni al fine di assicurare i percorsi di integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale. Nelle 15 regioni in cui opera ha già consentito la nascita di significative esperienze che hanno rafforzato il ruolo e il legame dei territori con la sanità regionale, nonché di avviare concerti protocolli sanitari e progetti d’intesa con il Ministero”.
Il Presidente di Anci Basilicata Vito Santarsiero dopo aver ringraziato l’assessore Martorano e Direttori presenti ha giudicato l’incontro odierno come “un positivo momento di crescita locale in un settore di primaria importanza per i cittadini, quello sanitario. Federsanità Anci Basilicata sarà l’occasione per consentire alle Amministrazioni comunali di meglio interagire con il sistema sanitario nel trasferire istanze e problematiche, consentendo una crescita più omogenea dell’intero settore” ha concluso il responsabile Anci per il Mezzogiorno”.
Nell’incontro si è deciso di deliberare gli atti necessari entro i prossimi sessanta giorni in modo da garantire l’avvio di Federsanità Anci Basilicata entro la prossima estate.

Ministro Balduzzi: entro aprile definizione dei costi standard

giovedì, aprile 12th, 2012

”Per l’attuazione del federalismo fiscale, il cui perno e’ la definizione dei costi standard, entro aprile saranno valutati i risultati finanziari del 2011 e sulla base di questi la procedura prevede l’individuazione di 5 regioni in equilibrio, al cui interno la Conferenza Stato-Regioni individua le 3 di benchmark”. Lo ha evidenziato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, rispondendo a un’interrogazione durante il Question Time alla Camera sulle iniziative per la revisione della programmazione dei piani di rientro dai disavanzi sanitari delle Regioni e per la celere determinazione dei fabbisogni standard. In particolare Sabina Fabi ha evidenziato come dalle relazioni periodiche si rilevi come ”in Calabria le aziende sanitarie continuino ad assumere nonostante il divieto assoluto e in Puglia e Lazio siano state fatte molte deroghe a sistema turn-over”. In merito a questo Balduzzi ha spiegato che ”non c’e’ alcuna volonta’ da parte del Governo di procrastinare l’attuazione del federalismo fiscale sulla base della legge 42” aggiungendo che al ministero ”non sono note procedure reclutamento di personale in Puglia e Calabria contro il blocco turn over. E’ nota invece quella della Regione Lazio, ma le relative deroghe erano state autorizzate con decreto legge”.

Semplificazioni: la legge in «Gazzetta»

mercoledì, aprile 11th, 2012

La legge 4 aprile 2012, n.35 «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo» è pubblicata sul Supplemento ordinario n. 69 alla «Gazzetta Ufficiale» n.82 del 6 aprile 2012.

Il provvedimento accelera la digitalizzazione del Ssn. Nei Piani sanitari nazionali e regionali si privilegia la gestione elettronica delle pratiche cliniche, attraverso l’utilizzo della cartella clinica elettronica, così come i sistemi di prenotazione elettronica delle visite e offerta diretta di cure attraverso la telemedicina mobile.

La cabina di regìa per l’agenda digitale – che sarà istituita con Dpcm – coordinerà gli interventi pubblici di Regioni ed Enti locali per l’attuazione dell’agenda e degli obiettivi da raggiungere entro il 2020. Tra questi c’è la realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali al servizio delle comunità intelligenti (smart communities) che hanno come scopo di soddisfare la crescente domanda di servizi digitali in settori quali la mobilità, il risparmio energetico, il sistema educativo, la sicurezza, la Sanità, i servizi sociali e la cultura.

leggi il testo della legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Non Autosufficienza: dall’Agenas la proposta di un sistema di monitoraggio dei servizi

giovedì, aprile 5th, 2012

Da anni al lavoro sui temi della presa in carico della disabilità, gli esperti dell’Age.na.s. hanno prodotto la ricerca “Valutazione dell’efficacia e dell’equità di modelli organizzativi territoriali per l’accesso e la presa in carico di persone con bisogni socio-sanitari complessi” che è stata presentata alla presenza del ministro della Salute Renato Balduzzi e  del sottosegretario al Welfare Maria Cecilia Guerra..

L’integrazione tra Sanità e sociale è una delle chiavi di volta per la costruzione di un sistema di offerta adeguato. “Oggi -  ha ricordato il ministro Balduzzi- nell’ambito dei servizi sociali siamo in presenza di sistemi che non hanno ancora sviluppato la possibilità di conoscenza e standardizzazione propria del Ssn. Ma esistono Regioni battistrada, cui la altre potranno ispirarsi per omogeinizzare la risposta alla fragilità”. Traguardo da cui l’Italia è ancora assai lontana: occorre partire dalla costruzione di un modello utile a conoscere, classificare e quindi cominciare a misurare i servizi per definire politiche appropriate.

“L’ambizione della ricerca e il suo aspetto più innovativo – ha tenuto a precisare Mariadonna Bellentani dell’Agenas – ha riguardato la metodologia, poichè ha utilizzato in modo integrato, attraverso procedure di “record linkage”, i dati dei flussi informativi Nsis, sia quelli più tradizionali derivanti dalle Sdo e dai flussi di pronto soccorso sia quelli di più recente attivazione afferenti al territorio. Si tratta dei flussi Siad sull’assistenza domiciliare e Far, sulle prestazioni residenziali e semiresidenziali”. Flussi appena entrati a regime che ancora scontano, quindi, ampi margini di variabilità. Non a caso dei 36 indicatori identificati per monitorare il processo di presa in carico alla fine ne sono stati selezioanti 15 attendibili anche in questa fase di iniziale implementazione dei flussi Siad e Far.

Banco di prova del sistema proposto dall’Agenas tre Regioni: Lombardia, Toscana e Veneto. L’indagine ha mirato ad approfondire lescelte diverse operate da ogni Regione e dalla rilevazione è emerso che l’ orientamento è quello di modalità per costruire il processo assistenziale insieme alla persona e alla sua famiglia.

L’obiettivo a lungo termine è la messa a regime di sistemi di calcolo automatici degli indicatori definiti in alcuni ambiti aziendali, con produzione di reportistiche periodiche ad esempio a livello di distretto, considerando anche la deprivazione socio-economica.

Maurizio Guizzardi è il nuovo Direttore del Policlinico universitario A. Gemelli

mercoledì, aprile 4th, 2012

Con decorrenza aprile 2012 Maurizio Guizzardi è il nuovo Direttore del Policlinico universitario A. Gemelli di Roma secondo quanto stabilito dagli Organi direttivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Succede a Cesare Catananti giunto al termine del mandato. Con la medesima decorrenza a Giorgio Casati, già responsabile della Direzione Pianificazione Strategica dell’Università Cattolica, gli Organi direttivi dell’Ateneo hanno conferito l’incarico di Dirigente Amministrativo del Policlinico A. Gemelli.
«Nel formulare ai due nuovi Dirigenti i migliori auguri per le responsabilità loro affidate in un momento molto delicato e impegnativo per l’intera struttura, desidero ringraziare in particolar modo il professor Cesare Catananti che, dopo anni di intenso lavoro e dedizione, lascia l’incarico di Direttore del Policlinico A. Gemelli», ha dichiarato Marco Elefanti, Direttore Amministrativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il manager sanitario Guizzardi, laureato in scienze politiche all’Università di Bologna, ha ricoperto diversi incarichi manageriali in numerose aziende sanitarie dell’Emilia Romagna. Dal 2001 al 2008 Guizzardi ha ricoperto la carica di direttore generale e amministratore unico di CDI, Centro Diagnostico Italiano, società milanese appartenente al gruppo Bracco. Il suo più recente incarico è stato quello di Dirigente generale del Dipartimento pianificazione strategica dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia, lasciato per ricoprire il ruolo di Direttore del Gemelli.

Dalla Conferenza Regioni la sintesi sulle misure del Governo Monti e la sanità

martedì, aprile 3rd, 2012

Il settore Sanità e Politiche Sociali della Segreteria della conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha elaborato alcuni quadri sinottici che servono a fissare le diverse misure riguardanti la sanità inserite in alcuni degli ultimi provvedimenti del Governo Monti. I quadri sinottici, con testi e osservazioni, riguardano il Decreto Cresci Italia, il Milleproroghe e il Decreto liberalizzazioni.