Archive for the ‘Il coraggio di agire’ Category

Balduzzi su operazione Nas e Gdf a Napoli:“Colpito malaffare in sanità.Chi non rispetta le regole ruba la salute ai cittadini”

martedì, marzo 6th, 2012

“L’operazione dei Carabinieri del Nas e della Guardia di Finanza di questa mattina a Napoli e in altre città d’Italia conferma l’esistenza di aree di illegalità e corruzione all’interno delle strutture del servizio sanitario nazionale”. Lo dichiara il Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi, appena appreso i particolari dell’inchiesta della Procura di Napoli condotta dai Carabinieri del Nas e della Gdf: “Bisogna tenere altissima la guardia perché le tentazioni sono molteplici e l’operazione di Napoli è emblematica perché ha permesso di far luce su una rete preoccupante di medici, paramedici e amministratori sanitari e assicurare alla giustizia professionisti che hanno inquinato le relazione tra medico e paziente costruendo  un sistema di illegalità nelle prestazioni sanitarie in regime di intramoenia”. Il Ministro della Salute plaude all’azione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che “conferma in Sanità l’esistenza di un sistema di controllo diffuso e raffinato che permette di colpire il malaffare” : “Chi non rispetta le regole ruba la salute ai cittadini, oltre che le risorse al Sistema sanitario nazionale”.

Fonte: Ufficio Stampa Ministero della Salute

30 MLD per non autosufficienza, al sud boom invalidità ma pochi servizi

venerdì, marzo 2nd, 2012

Ammonta a 29,45 miliardi la spesa pubblica per le ‘Long Term Carè, il pacchetto di servizi per assistere i circa 4,1 milioni di italiani disabili e non autosufficienti. Non si tratta certo di spiccioli: secondo la stima del ministero dell’Economia per il 2010, si arriva all’1,9% del Pil, di cui circa due terzi (1,28%) erogati a persone con più di 65 anni (circa 2,6 milioni). Ma spesso questi soldi vengono spesi male. È quanto emerge da un dossier di Quotidiano Sanità dedicato alla non autosufficienza in Italia. I pazienti assistiti soffrono principalmente di artrosi e artrite (23%), ipertensione arteriosa (16%), osteoporosi (7%), diabete (6%), bronchite cronica ed enfisema (6%) e depressione e cataratta (ambedue 5%). I dati di spesa mostrano che anche in questo settore persistono troppe evidenti differenze tra le Regioni. In termini di strutture e di prestazioni erogate. Intanto, secondo una recente indagine della Cgil, i tempi di attesa per l’accesso in una struttura residenziale o semiresidenziale possono variare dai 90 ai 180 giorni, con punte, nel Lazio, anche di 11 mesi. Per le residenze rivolte ad anziani autosufficienti, invece, passano dai 30 ai 45 giorni mentre per quelle semiresidenziali diurni si arriva fino a 25 giorni.

 

La distribuzione territoriale e l’uso dei centri e dei servizi per la non autosufficienza è quanto mai variegata. I posti letto nelle strutture semiresidenziali in tutta Italia, secondo l’Annuario statistico 2009 del ministero della Salute, sono 45.549, in gran parte al Nord: 14.312 nella sola Lombardia, seguita dai 9.119 del Veneto e dai 7.401 dell’Emilia Romagna. Il Lazio si ferma a 1.492 e la Campania a 1.222. Scendendo ancora più a Sud si arriva ai 229 della Calabria e ai 70 della Basilicata. Per i posti letto dedicati agli anziani il gap è ancora più evidente: in totale 12.653, ma tutti in sole 13 Regioni. Situazione simili anche per le strutture residenziali, dove su un totale di 201.108 posti letto si va dai 65.293 della Lombardia ai 60 del Molise, passando per i 6.873 del Lazio e per i 1.695 della Calabria. L’unico settore assistenziale in cui il Sud primeggia sono le invalidità civili e le relative indennità di accompagnamento. Tutte le Regioni meridionali superano la media italiana di 7,8 beneficiari per 1.000 abitanti, con punte massime in Sardegna (12,6), Calabria (11,7), Sicilia (10,8) e Campania (10,4).

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Alcol e giovani: Ministro Balduzzi: Lavorare insieme sull’educazione con i Ministri Profumo e Riccardi

giovedì, febbraio 23rd, 2012

Diminuisce la mortalità legata alla patologie connesse all’uso di alcol, ma tra i giovani il consumo resta ancora alto. Ciò che preoccupa è la pratica che si diffonde sempre di più tra i giovani di consumare bevande alcoliche in grande quantità in breve tempo fuori pasto. E la percentuale di ragazze tra 14 e 17 anni consumatrici di alcol, che è raddoppiata negli ultimi 15 anni. E’ l’analisi del Ministero della Salute che ha pubblicato sul proprio portale  ( www.salute.gov.it ) l’ottava Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge-quadro 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol. Il documento, trasmesso dal Ministro, prof. Renato Balduzzi, ai Presidenti di Camera e Senato, presenta un quadro aggiornato sui consumi alcolici e sui comportamenti a rischio, gli interventi di contrasto attivati dal Ministero, i dati del monitoraggio dei servizi  territoriali e delle iniziative delle Regioni su accesso ai trattamenti, prevenzione, informazione, aggiornamento professionale, promozione della ricerca e del volontariato.

 

I dati confermano il passaggio dal tradizionale modello di consumo mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell’influsso culturale nordeuropeo. Cresce ancora il fenomeno del binge drinking,  cioè la pratica di consumare diverse bevande alcoliche in quantità in un breve arco di tempo: nel 2010 ha riguardato il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne. Nella fascia tra i 18 e i 24 anni la percentuale di donne che pratica il binge drinking sale al 9,7 %.

I consumatori fuori pasto sono notevolmente aumentati nel corso dell’ultimo decennio: dal 33,7 % al 41,9% i consumatori tra i 18 e 24 anni; dal 14,5 al 16,9 quelli tra 14 e 17 anni. E’ tra le ragazze di 14-17 anni che la quota delle consumatrici fuori pasto raddoppia negli ultimi 15 anni, passando dal 6 % del 1995 al 14,6% del 2010.

 

Se si analizzano solo gli ultimi due anni si trovano dati relativamente stabili. Anzi tra il 2009 e il 2010 si registra una lieve diminuzione tra i giovani fino a 25 anni (dal 34,3% al 34,1%) e tra le donne (dal 15,7% al 14,6%).

Diminuisce il dato della mortalità correlata all’uso di alcol (-12% dal 2007 al 2008) ed è in lieve calo la percentuale degli utenti in trattamento  (-1,8% dal 2008 al 2009) e in particolare scende il numero dei nuovi utenti al di sotto dei 20 anni.

 

Nella presentazione della Relazione, il Ministro Balduzzi sottolinea che “le politiche di contrasto nazionali e regionali stanno ottenendo qualche riscontro: è necessario continuare a consolidare i dati positivi e contenere i problemi più rilevanti, rafforzando in particolare gli interventi di prevenzione e un attento monitoraggio che guidi verso l’adozione delle politiche più adeguate”. Questo vale, continua il Ministro, soprattutto nei confronti dei più giovani: “Dobbiamo aiutare i giovani a fronteggiare le pressioni sociali al bere in contesti significativi come la scuola, i luoghi del divertimento, della socializzazione e dello sport, e realizzare interventi di intercettazione precoce del consumo giovanile a rischio, accompagnandoli con appropriati interventi di sostegno e motivazione al cambiamento, secondo la strategia già sperimentata a livello internazionale ed europeo e sarà recepita nel nuovo Piano Sanitario Nazionale”.

 

Il Ministro Balduzzi spiega che “preoccupano i dati della diffusione soprattutto a livello giovanile, che richiedono attenzione e impegno maggiore circa l’educazione al bere sano e moderato da parte di tutti”: “Per questo motivo – dichiara il Ministro Balduzzi – ho intenzione, insieme al Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e al Ministro Andrea Riccardi, che ha la delega per le politiche giovanile, di approfondire il ruolo delle agenzie educative e della scuola nel contrasto del consumo smodato di alcol”.

X Conferenza Internazionale sulla distrofia Duchenne e Becker

lunedì, febbraio 13th, 2012

Con la Conferenza internazionale, Parent Project Onlus riunisce a Roma dal 17 al 19 febbraio, i maggiori specialisti e ricercatori nel campo della distrofia di Duchenne e Becker, per aggiornare pazienti e famiglie su ricerca e assistenza clinica.

La conferenza si svolge nell’ambito della campagna “SOStienilo anche tu. Ha la distrofia di Duchenne” promossa dall’associazione nel mese di febbraio.

I lavori inizieranno con alcune sessioni parallele dedicate in particolare alle famiglie con bambini piccoli, che affronteranno importanti temi proposti direttamente dai genitori, tra i quali la fisioterapia con prova pratica di stretching, l’integrazione scolastica e il Registro Pazienti DMD/BMD Italia.

Nella giornata di sabato 18 febbraio, si svolgeranno i lavori della Sessione Plenaria dedicata all’aggiornamento sulle ricerche in corso e alla gestione clinica dei pazienti DMD/BMD; nel pomeriggio, in concomitanza con la Plenaria, nelle sessioni parallele si parlerà anche delle normative in ambito nazionale e regionale, dell’adolescenza e della sessualità negli adulti Duchenne, delle barriere architettoniche. Nella mattina di domenica 19 febbraio, saranno illustrati i risultati delle sperimentazioni sull’uomo che si stanno conducendo in Italia e all’estero.

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La Giornata del Bambino Allergico – VII edizione

lunedì, febbraio 13th, 2012

Il convegno organizzato da Federsasma Onlus e dall’Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche – ALAMA ad essa aderente è realizzato in collaborazione con la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica – SIAIP e con l’Ospedale Nuovo Regina Margherita.

Quest’anno il convegno focalizzerà l’attenzione sulla gestione delle emergenze in caso di crisi acuta d’asma e anafilassi.

Nel pomeriggio saranno organizzate dimostrazioni pratiche sulla gestione delle emergenze in caso di  anafilassi e crisi acute d’asma che saranno praticate dal personale dell’ARES 118 regione Lazio. Inoltre saranno presentati sia i dati aggiornati sulle attività dei Presidi Sanitari Scolastici, sia i dati del monitoraggio delle chiamate di soccorso provenienti dalle scuole all’ARES118 e degli interventi effettuati.

L’iscrizione al convegno è gratuita ed è rivolto alla partecipazione attiva e al contronto con  tutti coloro che, a vario titolo, hanno in carico il bambino allergico (Genitori, Infermieri, Operatori delle professioni Socio-Sanitarie,
Personale docente e non docente, Operatori sportivi, Addetti alla sicurezza sui luoghi di lavoro).

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Trapianti: il ministero della Salute sostiene lo sviluppo del settore in Serbia

giovedì, febbraio 9th, 2012

L’Italia in prima linea per lo sviluppo dei trapianti d’organo in Serbia: l’impegno, assunto con un Memorandum d’intesa fra i due Stati sottoscritto nel giugno scorso a Roma, si è concretizzato con un meeting scientifico che si è tenuto all’Università di Belgrado. All’incontro hanno partecipato le delegazioni dei Ministeri della Salute dei due Paesi, l’Ambasciatore italiano in Serbia Armando Varricchio, il Direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa e i rappresentanti dei Centri trapianto di rene e fegato della Repubblica serba.

Le due delegazioni hanno concordato un’agenda di lavoro comune che consenta lo sviluppo di una struttura nazionale serba di coordinamento dei trapianti attiva 24 ore su 24, oggi assente, e la focalizzazione della situazione serba nei settori del banking, del trapianto di cornee e dei trapianti di cellule staminali emopoietiche.

L’Italia ha dato inoltre la propria disponibilità a ospitare e condurre periodi di formazione per il personale serbo dedicato all’organizzazione ed alla gestione della rete trapiantologica, mentre verrà avviato fin da subito in Serbia lo sviluppo di programmi di formazione dedicati alla donazione, condotti da esperti italiani e serbi e destinati ai rianimatori.

(fonte Panorama della Sanità)

Protesi Pip, SSN rifiuta sostituzione. Codacons fa ricorso contro Asl di Pisa

martedì, gennaio 24th, 2012

Il Ministro della salute Renato Balduzzi ha promesso che alla fine del monitoraggio ordinato per le protesi Pip pericolose, impartirà al Servizio Sanitario Nazionale istruzioni sul da farsi. Intanto, però, il SSN rifiuta l’espianto e successivo reimpianto delle protesi alle donne che ne fanno richiesta.

A tal proposito il Codacons inoltrerà domani un ricorso al Tar del Lazio contro la Asl di Pisa, che ha rifiutato l’espianto di protesi mammaria ad una signora che ne aveva fatto richiesta.

Il Presidente del Codacons Carlo Rienzi fa sapere che durante un incontro al Ministero ha presentato un dossier con 15 proposte che a costo zero possono migliorare la qualità dell’assistenza e della sanità nel nostro paese. Le proposte vanno dal prezzo eccessivo dei farmaci, alla prevenzione delle ludopatie e dell’obesità, e ai problemi della riabilitazione, tutti fenomeni gravi che costano allo Stato milioni di euro ogni anno e potrebbero invece essere prevenuti per tempo. Tra le segnalazioni del Codacons al Ministro Balduzzi c’è, infine, quella inerente lo spreco di risorse economiche per finanziare progetti inutili e anzi dannosi. Tutte le proposte saranno approfondite in un prossimo incontro tra il dicastero e l’associazione dei consumatori.

Salute: maxi studio sul dolore, per le donne è più intenso

martedì, gennaio 24th, 2012

La sofferenza è ‘rosa’. Per le donne il dolore è più intenso in quasi ogni tipo di malattia, almeno secondo i ricercatori della Stanford University School of Medicine, che hanno esaminato una vasta mole di dati per indagare sulle differenza di genere in questo campo. Lo studio, pubblicato on line sul ‘Journal of Pain’, suggerisce l’importanza di coinvolgere più donne nei trial clinici per fare finalmente luce sull’origine di queste differenze.

Utilizzando un database progettato ad hoc, gli scienziati di Stanford hanno esaminato più di 160.000 tabelle sul dolore relative a oltre 72.000 pazienti adulti. Dopo aver selezionato i casi in cui la malattia associata al dolore veniva riportata, gli studiosi hanno analizzato il valore della sofferenza maschile e femminile per le varie patologie. «Non siamo certamente i primi a trovare le differenze nel dolore tra uomini e donne, ma questa volta ci siamo concentrati sull’intensità, mentre la maggior parte degli studi precedenti hanno esaminato la prevalenza. Per quanto a nostra conoscenza, questo è il primo lavoro in assoluto che ha usato dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche per esaminare il dolore su vasta scala, attraverso un’ampia gamma di malattie», spiega Atul Butte, autore senior dello studio. I ricercatori, in particolare, hanno esaminato tabelle in cui il dolore variava da 0 a 10 (in cui uno zero significa «nessun dolore» e 10 il «peggiore immaginabile»), relative a 250 diverse categorie di malattie.

La ricerca ha identificato 47 categorie diagnostiche per le quali vi erano più di 40 report sul dolore da parte di uomini e donne. Il campione includeva più di 11.000 pazienti adulti, di cui il 56% donne. «Abbiamo visto punteggi del dolore più elevati per le pazienti praticamente su tutta la linea», conclude Butte, dal mal di collo, all’emicrania, alla sinusite acuta.

Istituto Nazionale per la Prevenzione delle malattie croniche

lunedì, gennaio 9th, 2012

Presto anche in Italia sarà istituito l’Health Prevention Institute, un Istituto Nazionale per la Prevenzione delle malattie croniche.

L’accordo di programma è stato recentemente siglato da Antonio Tomassini, presidente della commissione Sanità del Senato, da Renato Lauro, rettore dell’Università Tor Vergata, Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana
di Medicina Generale e Maria Patrizia Patrizi (per la Fondazione “Livio Patrizi).

Il primo impegno dell’Istituto sarà lo studio di un nuovo modello di prevenzione e di monitoraggio della popolazione, unitamente a campagne di sensibilizzazione che possano coaudiuvare la riduzione delle patologie croniche in Italia.
L’obiettivo è quello di ridurre l’incidenza delle malattie croniche del 20% nei prossimi dieci anni.

Si tratta di un progetto ambizioso e lungimirante, per la realizzazione del quale l’Istituto avrà a disposizione l’esperienza e il database della Società Italiana di medicina generale e del sistema elaborato dal Ceis di Tor Vergata per la simulazione dei costi sanitari.

Annualmente sarà sitilato un rapporto sullo stato di attuazione delle politiche sanitarie, assistenziali e sociali dedicate alla prevenzione.

I malati cronici rappresentano il 20% del totale dei pazienti italiani, ma necessitano dell’80% delle risorse economiche italiane per la loro presa in carico. Le patologie croniche però possono spesso essere prevenute eliminando alcuni fattori di rischio (fumo, eccessivo consumo di grassi,inattività fisica, abuso di alcol) e proprio per questo l’azione di prevenzione sarà al centro delle attenzioni del nascente Istituto.

Anche l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) dovrà svolgere un ruolo centrale nella battaglia alla prevenzione delle malattie croniche. La prevenzione, per essere efficacie, dovrà infatti essere capillare e coordinata sul territorio.

(fonte Age.na.s.)

OIM: assicurare servizi sanitari agli immigrati è la grande sfida sanità mondiale

venerdì, dicembre 16th, 2011

La difficoltà di accesso ai servizi sanitari per i migranti nella maggior parte dei paesi del mondo è una preoccupante omissione di salute pubblica che deve essere al più presto risolta, soprattutto in un mondo sempre più dipendente dalla mobilità umana. È quanto chiede lOrganizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) in occasione della Giornata Internazionale del Migrante 2011, che si celebra il 18 dicembre.

In un mondo in cui si contano più di un miliardo di migranti, dei quali 214 milioni migranti internazionali, non c’è paese che non sia dipendente dalla loro forza lavoro, dalle loro capacità e dalle loro conoscenze, o ancora dai 404 miliardi di dollari che hanno inviato come rimesse nel solo 2011.  I migranti sono i più colpiti dalla mancanza di accesso ai servizi sanitari. Differenze linguistiche o culturali, mancanza di risorse finanziarie o assicurazioni, ostacoli amministrativi, status legale e turni lavorativi lunghi e scomodi sono tra i principali fattori di difficoltà. I migranti senza documenti, spesso a rischio di violenza e sfruttamento e con condizioni di vita e di lavoro precarie sono il tipo di migranti più vulnerabili. Inoltre, molti di loro hanno timore di essere rimpatriati, e questo è uno dei motivi per i quali evitano di ricercare assistenza sanitaria, fatta eccezione per le emergenze per le quali purtroppo si arriva a volte troppo tardi.

Ad oggi, pochissimi paesi al mondo offrono assistenza sanitaria per tutti, inclusi i migranti irregolari. Tra questi, ci sono Argentina, Brasile, Francia, Italia, Portogallo e Spagna. Nonostante le ultime crisi sanitarie a scala globale quali la Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) o l’influenza aviaria e il riemergere di malattie come la tubercolosi evidenzino la necessità di includere anche i migranti nei sistemi di assistenza sanitaria, i progressi globali su questo fronte sono purtroppo molto lenti. Qualche positivo passo in avanti però c’è: ad esempio la Risoluzione 61.17 dell’Assemblea mondiale della sanità del 2008 che invita i membri dell’Organizzazione alla promozione della sanità dei migranti, o ancora la Risoluzione del Marzo 2011 del Parlamento Europeo per la riduzione delle iniquità sanitarie in Europa, o infine la Dichiarazione di Dhaka dell’Aprile 2011, sottoscritta dai paesi d’orgine dei migranti asiatici in cui si richiedono delle politiche sanitarie che includano i loro migranti connazionali nei paesi di destinazione.