Piani di rientro sanitari: il punto dopo le ultime verifiche del Governo

Fonte: Quotidiano Sanità

Abruzzo promosso a pieni voti. Bene Sicilia. Puglia, Piemonte e Lazio registrano conti in avanzo ma solo grazie all’aumento delle tasse. Alla Campania non bastano neanche quelle ed è in disavanzo come la Calabria che però sblocca i Fas. Male il Molise. Ecco gli ultimi resoconti del Tavolo di monitoraggio.

10 SET – Ogni trimestre è tempo di verifica per le otto Regioni sottoposte a Piano di Rientro. E purtroppo non c’è da sorridere. Dai resoconti pubblicati dal Ministero delle riunioni svoltesi, tra il 19 e il 24 luglio, da ogni singola regione presso il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei Lea, si evidenzia come il lavoro da fare per riportare la barra dei conti sanitari dritta sia ancora lunga.

Su otto regioni solo una, l’Abruzzo, ha fatto registrare a consuntivo 2011 un avanzo senza aver avuto bisogno di ricorrere a risorse proprie. Numeri positivi se si va a vedere i consuntivi li hanno segnati anche la Puglia, il Piemonte e il Lazio ma le tre regioni hanno dovuto ricorrere alle coperture derivanti dall’innalzamento delle tasse. E che coperture, solo nel Lazio sono state pari a 792 milioni di euro. Conti in rosso per 7,9 milioni di euro per la Campania nonostante coperture per 309 milioni.

In rosso anche la Calabria con – 4,3 milioni di euro per il 2011. Ma la Regione, in virtù del riconoscimento degli sforzi fatti in merito alla certificazione del debito pregresso, riesce a sbloccare 578 mln di euro di fonfi Fas che andranno a copertura del debito. La Sicilia ottiene lo sblocco di 240 milioni di spettanze residue del 2010. Male infine il Molise, che non ha fatto pervenire in tempo la documentazione per cui la verifica non ha avuto luogo.

Ma andiamo a vedere Regione per Regione i resoconti di Tavolo e Comitato:

ABRUZZO

Avanzo 2011 a quota 91,9 mln. Sbloccati 60 mln dalle spettanze 2010.

A seguito delle dimissioni del sub commissario Giovanna Baraldi, il 7 giugno il Consiglio dei Ministri ha nominato Sub commissari per l’attuazione del Piano di rientro abruzzese Giuseppe Zuccatelli e Ugo Zurlo (quest’ultimo successivamente dimessosi).
Fatta questa premessa, nella riunione di verifica, tenutasi lo scorso  23 luglio, gli organismi di monitoraggio hanno rilevato che il consuntivo 2011 presenta  (prima delle coperture) un avanzo di 35,942 mln di euro, ivi ricomprendendo tutti gli ammortamenti non sterilizzati e i rischi. L’avanzo, quindi, è stato rideterminato in 91,981 mln di euro a seguito del  conferimento delle risorse ottenute con la massimizzazione delle aliquote fiscali.
Per quanto riguarda la situazione dello stato patrimoniale dell’esercizio 2011, Tavolo e Comitato evidenziano come essa “riflette l’importante  lavoro svolto per la ricostruzione puntuale dei crediti e debiti verso il bilancio regionale. Inoltre è stato avviato il percorso di attuazione dei programmi operativi (a prosecuzione del Piano di rientro), anche se risulta ancora non adeguata l’assistenza residenziale per gli anziani e per i malati terminali (hospice)”.
Per la riorganizzazione della rete laboratoristica pubblica la Regione “deve rispettare  le tempistiche previste dal programma operativo, mentre per gli interventi sulla rete di emergenza-urgenza devono essere concretizzate, tenendo conto dei pareri ministeriali”.
È ancora in corso di verifica la coerenza degli atti aziendali con le disposizioni normative nazionali e con le linee guida emanate dalla regione.
Sulle Unità Operative Complesse per Tavolo e Comitato “devono essere rimodulate secondo gli standard emanati dal Comitato LEA, tenendo conto della componente universitaria”.
La regione dovrà fornire poi anche una relazione sulle iniziative da intraprendere in applicazione della spending review. Inoltre, la documentazione trasmessa ai fini della valutazione degli adempimenti dell’anno 2011 e precedenti risulta ancora incompleta, mentre ancora criticità sono emerse nell’attuazione del progetto tessera sanitaria.
In conclusione, Tavolo e Comitato “hanno ritenuto possibile erogare alla regione 60 milioni di euro, quale quota parte delle spettanze residue, a tutto l’anno 2010, pari a 178 milioni di euro. Le altre spettanze residue potranno essere erogate subordinatamente all’invio, e alla positiva valutazione, della documentazione atta a superare le criticità tuttora presenti”.

CALABRIA

Disavanzo 2011 da 4,3 mln. Accesso a risorse Fas, pari a 578 mln di euro, per minima copertura debito

Il 23 luglio si è svolta la riunione dei Tavoli di monitoraggio con la regione Calabria finalizzata all’aggiornamento della situazione debitoria ed alla verifica del risultato d’esercizio relativo all’anno 2011, della relazione sullo stato patrimoniale 2011, dell’andamento del I trimestre 2012 e dell’attuazione del Piano di rientro e degli adempimenti.
A consuntivo 2011 la regione ha presentato  un disavanzo di 4,392 mln di euro.
Nella verifica del piano di rientro Tavolo e Comitato, a prescindere dal segno meno, specificano di aver in ogni caso “preso atto dei progressi conseguiti nell’attività di certificazione del debito pregresso, nelle procedure contabili e nei processi amministrativi”.
Dal punto di vista invece della  programmazione sanitaria ed implementazione delle reti assistenziali, Tavolo e Comitato, alla luce dei numerosi e parcellizzati provvedimenti adottati, hanno chiesto “una relazione che descriva la situazione complessiva risultante dalla riorganizzazione, con specifico riferimento all’adeguatezza dell’offerta per garantire i LEA rispetto ai bisogni della popolazione calabra uniformemente sul territorio”.
Sono stati poi chiesti anche chiarimenti sui tempi di adeguamento dei requisiti delle strutture private convenzionate. Per quanto riguarda i provvedimenti di programmazione della rete ospedaliera è stata evidenziata “la necessità di rendere coerenti fra loro il numero dei posti letto in essi dichiarati”.
Rispetto alla tematica delle Case della salute e dei CAPT (Centri di assistenza primaria territoriali), Tavolo e Comitato hanno richiesto di “definire con chiarezza la natura (se ospedaliera o territoriale) delle citate strutture, nonché di precisare le dotazioni organiche, l’organizzazione e la distribuzione delle funzioni. In relazione alla rete dell’emergenza-urgenza i Tavoli hanno rilevato ritardi rispetto alla tempistica prevista dal Piano di rientro”.
In relazione alle Linee guida sugli atti aziendali i Tavoli hanno chiesto alla Regione di “modificare il provvedimento alla luce delle osservazioni espresse nel parere dei Ministeri affiancanti”. Ribadita  poi la necessità di individuare una definitiva soluzione per le problematiche relative alla Fondazione Campanella”.
Nonostante permangano quindi delle criticità i Tavoli hanno deciso “in virtù della conferma dei progressi conseguiti nell’attività di certificazione del debito pregresso, nelle procedure contabili e nei processi amministrativi” di consentire alla regione di “accedere alle risorse FAS per l’importo di 578 mln di euro corrispondente all’esigenza minima di copertura del debito al 31/12/2007”.

LAZIO

Avanzo a quota 109,395 milioni di euro ma con coperture pari a 792 mln. Il Tavolo boccia la Regione perché non ha quantificato gli “ulteriori elementi di rischio emersi dalla gestione 2011”. Gravi ritardi nell’attuazione del Piano di rientro.

Il 24 luglio si è svolta la riunione congiunta dei Tavoli di monitoraggio e la Regione Lazio avente ad oggetto la verifica del risultato d’esercizio relativo all’anno 2011, la relazione sullo stato patrimoniale dell’anno 2011, l’analisi dell’andamento del I trimestre 2012  e la verifica dell’attuazione del Piano di Rientro e degli adempimenti.
Una riunione importante quella di luglio, perché dopo le polemiche emerse dalla verifica di primavera c’era attesa su come la Regione con il debito più grande sarebbe uscita dal test trimestrale. Ebbene, ancora una volta l’esito è stato negativo. Perché se da un lato Tavolo e Comitato hanno registrato come “la Regione, a consuntivo 2011, presenta un risultato di esercizio per l’anno 2011 di 109,395 mln di euro”, hanno rimarcato pure che per arrivare a questo risultato devono essere “considerate le coperture preordinate a valere sulla leva fiscale, pari a 792,260 mln di euro”. Ma oltre a ciò “Tavolo e Comitato, tuttavia, hanno rilevato che tale risultato di gestione non tiene in considerazione gli ulteriori elementi di rischio emersi dalla gestione 2011 e non quantificati dalla Regione”.
Più nello specifico, in riguardo alla definizione dei Programmi Operativi 2011-2012, Tavolo e Comitato hanno sottolineato “il mancato aggiornamento del Programma Operativo per il 2012 secondo le indicazioni dei Ministeri affiancanti”.
Sull’annosa questione della riorganizzazione della rete ospedaliera, il decreto n. 80/2010 i Tavoli tecnici “hanno chiesto alla Regione un provvedimento ricognitivo che tenga conto delle numerose osservazioni ministeriali”. In relazione alla realizzazione poi al nuovo Ospedale dei Castelli, le risposte fornite sulle criticità evidenziate “non appaiono ancora esaustive”.
Tavolo e Comitato hanno poi evidenziato “il persistere di ritardi nel processo di accreditamento istituzionale, nonché criticità nel percorso individuato e posto in essere dalla regione”. Hanno rilevato, altresì, “il ritardo con cui la struttura commissariale sta procedendo a definire i rapporti con gli erogatori privati per l’anno 2012”. In relazione ad alcuni accordi/contratti siglati nel 2011 è stato specificato come le criticità evidenziate dai Ministeri affiancanti e dai Tavoli, al momento non sono ancora superate, poiché in diversi casi investono aspetti strutturali dell’offerta e potrebbero ripercuotersi sulla gestione dell’anno 2012. A  proposito del  Policlinico Agostino Gemelli i tecnici confermano “la mancata sottoscrizione del contratto per l’anno 2011”.
Per quanto attiene la gestione del personale, con particolare riferimento alle richieste di deroghe al blocco del turn-over, è stata sottolineata la mancanza di un documento programmatico complessivo che esprima nel dettaglio la necessità di garantire i Lea.
Tavolo e Comitato, infine, hanno valutato ancora “non sufficiente la documentazione trasmessa ai fini della valutazione degli adempimenti 2010 e 2011 con particolare riferimento al monitoraggio dell’attuazione del progetto tessera sanitaria per l’anno 2011”.
Queste le ragioni per cui “non si è ritenuto possibile procedere ad erogare le spettanze residue fino a quando la struttura commissariale non porrà in essere tutte le iniziative al fine di dare concreta e puntuale attuazione a quanto evidenziato nella riunione”.

MOLISE

Né Fas e né spettanze. Ai Tavoli tecnici “non è pervenuta nei termini la relativa documentazione da parte della gestione commissariale”.

Prima di procedere all’analisi della verifica il resoconto pubblicato dal Ministero sottolinea i cambiamenti avvenuti nella gestione commissariale molisana emersi dopo la riunione di aprile. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 7 giugno, in considerazione degli ulteriori esiti negativi emersi nella riunione di verifica del 3 aprile , ha valutato “non più procrastinabile la conclusione della procedura di cui all’articolo 2, comma 84, della legge 191/2009 ed ha quindio  nominato il Filippo Basso quale Commissario ad acta per l’adozione e l’attuazione degli obiettivi prioritari del Piano di rientro e dei successivi Programmi operativi”. Ovvero quelli “non compiutamente realizzati dal Presidente pro-tempore in funzione di Commissario ad acta”. Ovvero il governatore Michele Iorio. Nella stessa delibera il Consiglio dei Ministri ha preso atto delle dimissioni rassegnate dal Mario Morlacco dall’incarico di Sub commissario e ha nominato Sub commissario Nicola Rosato.

Ma veniamo al ‘test’ del 20 luglio. La riunione aveva lo scopo di verificare il risultato d’esercizio 2011 e la relazione sullo stato patrimoniale dell’anno 2011, di effettuare l’analisi dell’andamento del I trimestre 2012 nonché la verifica dell’attuazione del Piano di rientro e degli  adempimenti.
Ma subito la doccia fredda. “La verifica dei dati contabili non ha potuto aver luogo – si legge sul resoconto – in quanto non è pervenuta nei termini la relativa documentazione da parte della gestione commissariale Tavolo e Comitato nel restare in particolare in attesa dell’adozione del Piano Sanitario Regionale e dell’atto aziendale Asrem, come da delibera del Consiglio dei Ministri del 7 giugno, hanno ribadito il ritardo con cui la gestione commissariale sta procedendo alla riorganizzazione delle reti assistenziali, alla definizione e messa a regime dei flussi informativi, alla regolazione dei rapporti con gli erogatori privati”.
A questo punto è stata rimarcata “la necessità di fornire un quadro dettagliato dello stato di effettiva attuazione dei vari interventi previsti dal programma operativo, anche in relazione al rispetto dei tempi programmati e alla verifica delle economie conseguite”.

“Alla luce della persistenza delle criticità più volte riscontrate è stata valutata l’insussistenza dei presupposti per erogare alla regione le spettanze residue legate alle risorse premiali e per concedere l’accesso ai Fondi Fas per la copertura del disavanzo a tutto il 2009, richieste in riunione dal Commissario ad acta Iorio”.

PIEMONTE

Avanzo a quota 5,3 mln dopo coperture da 280 milioni

Il 19 luglio si è svolta la riunione congiunta dei Tavoli di monitoraggio e la Regione Piemonte. Verifica del risultato d’esercizio e dello stato patrimoniale relativi all’anno 2011, nonché i dati del primo trimestre del 2012, lo stato di attuazione del Piano di rientro e l’attuazione degli adempimenti 2010 e 2011.
Il consuntivo 2011, dopo le coperture, pari a 280 mln di euro, ha registrato un avanzo di 5,364 mln di euro.
Sullo stato patrimoniale del 2011 i Tavoli hanno sollecitato “un urgente riscontro sulle questioni ancora da chiarire” In riferimento ai conti del I trimestre 2012, la Regione “ha confermato di aver adottato le iniziative atte a conseguire l’equilibrio economico finanziario con l’assegnazione dell’ulteriore finanziamento regionale preordinato nella misura di 200 mln di euro”. I Tavoli hanno poi rilevato che la cornice finanziaria programmata è stata rideterminata dal D.l. 95-2012.
Per quanto riguarda la verifica annuale di attuazione del Piano di rientro Tavolo e Comitato hanno evidenziato, con particolare riferimento al nuovo Piano socio sanitario regionale, “la necessità di acquisire ulteriori informazioni sullo stato di avanzamento della programmazione rispetto agli obiettivi, agli interventi e alla tempistica degli stessi. Hanno chiesto, anche, di garantire la compatibilità economica degli interventi previsti nel PSSR con il Piano di rientro”. Criticità sono state rilevate in merito al Piano di ridefinizione della rete ospedaliera come “la carenza di elementi di dettaglio e la presenza di un eccesso di posti letto post-acuzie, che devono essere ricondotti all’interno degli standard nazionali”.
Anche in relazione alla rete dell’emergenza-urgenza i Tavoli “hanno ritenuto che le azioni intraprese non fossero ancora sufficienti a rispondere agli impegni assunti”. Le iniziative avviate sull’assistenza territoriale, invece, sono state considerate positivamente, pur se  necessitano di ulteriori informazioni sui costi e sulle risorse da investire. I tavoli hanno, inoltre, stimolato l’adozione di provvedimenti sulla governance di sistema, con particolare riferimento alla razionalizzazione dei beni e servizi. Tavolo e Comitato si sono, comunque, riservati di valutare la legge 3/2012, che istituisce le nuove Federazioni Sovrazonali (FS), in relazione alla proposta di integrazione al Piano di rientro e all’Addendum, pervenuta ai Ministeri affiancanti durante la riunione.

PUGLIA

Avanzo da 159,5 mln dopo coperture per 267,9 milioni.

Il 20 luglio si è svolta la riunione congiunta fra i Tavoli di monitoraggio e la Regione Puglia al fine di verificare i dati di conto economico e stato patrimoniale dell’anno 2011, i dati del I trimestre 2012, lo stato di attuazione del Piano di rientro e gli adempimenti LEA.
La regione Puglia a consuntivo 2011 ha presentato , dopo le coperture pari a 267,909 milionidi euro, un avanzo di 159,559 mln di euro.
Tavolo e Comitato, in merito alla verifica del Piano di rientro, con riferimento alla rete ospedaliera hanno “valutato positivamente” la razionalizzazione attuata con Dgr 1110/12 e, in particolare, la riduzione del numero di unità operative rispetto al Regolamento Regionale n. 18/2010.
Hanno, tuttavia, evidenziato “la necessità che la regione recepisca le osservazioni  precedentemente espresse dai Ministeri affiancanti sulla distribuzione delle discipline nei vari presidi e che fornisca le informazioni richieste (relativamente allo stato attuale della riorganizzazione della rete ospedaliera, allo stato di attivazione delle strutture riconvertite e alla riorganizzazione della rete laboratoristica)”.
I tavoli hanno chiesto anche di ricevere rassicurazione in merito al fatto che nella stesura del piano di riorganizzazione delle reti assistenziali si sia analizzato il fabbisogno della popolazione locale, prevedendo, nel momento di riconversione degli ospedali, il contestuale avvio delle attività territoriali al fine di non generare ripercussioni negative nella garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza erogati. Hanno, inoltre, sollecitato una “più rapida attuazione della riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza”.
I Tavoli, infine, hanno chiesto alla regione di adottare ogni utile iniziativa al fine di ridurre l’inappropriatezza delle prestazioni erogate e realizzare gli interventi sulla mobilità sanitaria extraregionale. La documentazione trasmessa ai fini dell’istruttoria della verifica adempimenti Lea per l’anno 2010 e 2011 non è stata ritenuta ancora sufficiente.
In relazione alla richiesta  di deroga al blocco del turn over Tavolo e Comitato hanno raccomandato alla Regione di provvedere, come più volte richiesto, a documentare nel dettaglio ogni potenziale difficoltà nell’erogazione dei Lea.

SICILIA

Sbloccati 240 mln di spettanze residue 2010

Gli organismi di monitoraggio e la Regione Siciliana, nel corso della riunione del 24 luglio, hanno espresso parere positivo sulle azioni per la rimodulazione della rete ospedaliera previste nel Programma Operativo 2010-2012, pur sottolineando in generale il ritardo nel perseguire gli obiettivi stabiliti. Tuttavia è emerso il permanere di alcune criticità per la rete dell’emergenza-urgenza, sia in ambito ospedaliero (Dipartimento di I e II livello e ospedali sedi di PS), che relativamente alle reti assistenziali dell’emergenza ad alta complessità (la rete cardiologica e per il trauma ed ictus).
Riguardo agli adempimenti Lea, la regione è stata valutata adempiente per gli anni 2008 e 2009, mentre è risultata  ancora incompleta la documentazione trasmessa ai fini dell’istruttoria della verifica adempimenti per gli anni 2010 e 2011.
Il Tavolo e il Comitato hanno inoltre rilevato l’adozione, da parte della Regione, di accordi quadro in attuazione dei Protocolli d’intesa con le Università che potrebbero comportare maggiori oneri a carico del Ssr, in contrasto con la legislazione vigente.
In ogni caso, secondo il Tavolo e il Comitato la Regione ha raggiunto le condizioni necessarie per ottenere il via libera all’erogazione 240 mln di euro, corrispondente al  30% delle spettanze residue al 31 dicembre 2010, pari a circa 800 mln di euro.

CAMPANIA

Disavanzo a 7,9 mln dopo coperture per 309,7 mln. No a spettanze residue

La Regione ha dovuto recentemente affrontare il rinnovo del sub commissario alla Sanità, dopo le dimissioni Achille Coppola. A sostituirlo il Consiglio dei Ministri ha chiamato, il 23 marzo scorso, Mario Morlacco, ex sub commissario alla sanità della Regione Lazio.
Il19 luglio è arrivata anche la valutazione negativa degli organismi di monitoraggio, che hanno ritenuto “non è stato possibile” erogare alla Regione alcuna somma residua delle risorse al Ssr.
La regione Campania, a consuntivo 2011, presenta un disavanzo di 245,476 mln di euro. Considerati tutti gli ammortamenti non sterilizzati di competenza dell’anno 2011 e la perdita 2010 non coperta (pari a 72,222 mln di euro), il disavanzo complessivo è pari a 317,698 mln di euro che, dopo le coperture, pari a 309,732 mln di euro, si attesta sui 7,966 mln di euro.
Tavolo e Comitato hanno evidenziato poi le “rilevanti, persistenti”, criticità rappresentate dalla Asl Napoli 1 per la mancata contabilizzazione degli accadimenti aziendali. E’ stato rilevato il ritardo del piano dei pagamenti, in larga parte determinato dalla Asl Napoli 1.
In merito alla verifica annuale sull’attuazione del Piano di rientro, con specifico riferimento alla rete ospedaliera e territoriale, si resta in attesa di vedere attuato quanto previsto nel programma operativo 2012 (decreto 53/2012). Nel frattempo Tavolo e Comitato hanno indicato la necessità di avviare tutte le opportune iniziative per potenziare la rete assistenziale territoriale, residenziale e domiciliare, rivolta alla popolazione anziana allo scopo di ricondurla ai parametri di riferimento nazionali.
Ritenuta, infine, ancora non sufficiente la documentazione trasmessa ai fini della valutazione degli adempimenti relativi agli anni 2009, 2010 e 2011. In conclusione, sulla base dell’istruttoria condotta dagli organismi di monitoraggio, non è stato possibile erogare alla regione alcuna somma residua.

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