Dimezzato il decretone sulla sanità

Sbarca oggi in Consiglio dei ministri tra mille distinguo, dimagrito da 27 a 17 articoli, il “decretone sanitario” del ministro della Salute, Renato Balduzzi. Con le riserve del Quirinale, delle Regioni, degli uffici di Palazzo Chigi e di più ministeri sul ricorso al decreto legge. Ma anche sui contenuti e sulla mancata concertazione di sindacati, imprese e del Pd. Il rebus sarà sciolto solo questo pomeriggio dal Governo su un testo che sarà limato fino all’ultimo e sul quale non a caso la convocazione del Consiglio dei ministri parla di un generico «provvedimento legislativo in materia sanitaria». Sul tappeto l’ipotesi di un decreto ridotto all’osso accompagnato da un semplice Ddl, oppure soltanto di un Ddl; se non di un nuovo rinvio di una settimana, come vorrebbero i governatori che contro il decreto sono pronti a diffidare il Governo e a chiedere l’intervento del Quirinale, e comunque a ricorrere alla Consulta.

Salta la tassa sulle bevande gasate e zuccherine, ma spunta l’obbligo dal 1° gennaio 2013 della presenza di almeno il 20% di succo naturale nelle bevande con frutta subito promossa da Coldiretti. Scompare la stretta sulle distanze minime delle slot machine da scuole e ospedali, ma la ludopatia entra tra le cure garantite dal Ssn e insieme scatta un giro di vite sulla pubblicità di giochi e scommesse d’azzardo: il divieto di spot varrà nei programmi radio-tv nei venti minuti prima e dopo i programmi per minori e sempre dalle 16 alle 19.30, sulla stampa destinata ai minori e nei cinema per i film dedicati ai minori, sui mezzi di trasporto pubblici e nei luoghi prevalentemente frequentati da under 18, che non potranno comparire in qualsiasi pubblicità sui giochi d’azzardo. Pesantissime – fino a 100mila euro e la sospensione per due anni della concessione – le sanzioni previste. Confermata poi la stretta sulla vendita di tabacchi ai minori e le regole più stringenti sui rivenditori automatici.

Per le cure primarie si conferma l’assistenza h24 per tutta la settimana, ma in una forma che tiene conto delle osservazioni regionali e che continua a non piacere ai medici che hanno già annunciato possibili «scioperi a oltranza»: si prevede l’offerta integrata di prestazioni di medici di base, pediatri e guardia medica attraverso aggregazioni funzionali territoriali monoprofessionali che condividono percorsi assistenziali e multiprofessionali con l’integrazione delle varie professionalità. Le unità complesse di cure primarie formeranno reti di poliambulatori coordinate con gli ospedali anche con la presenza di personale sanitario non medico dipendente. Salta la dipendenza per medici di famiglia, pediatri e guardie mediche, ma anche l’obbligo di lavorare solo in «aggregazioni».

Via libera, poi, alla riforma della libera professione intramoenia dei medici ospedalieri, con la novità che l’acquisto o l’affitto dei locali può avvenire anche presso strutture private non accreditate col Ssn.

Sui farmaci, invece, viene attutito l’impiego off label dei medicinali, si rinvia al 30 giugno 2013 il taglio del Prontuario, si aprono le porte ai riconfezionamenti sperimentali negli ospedali da parte delle Regioni.

Infine l’elenco delle cancellazioni. Saltano le norme sulla non autosufficienza che potranno marciare con un altro provvedimento concertato col Welfare, quelle sul fascicolo sanitario elettronico che farà parte dell’Agenda digitale del Governo, le norme sugli emoindennizzi, sui medicinali omeopatici e sulle sostanze ad azione ormonica. E abbandonate altre norme considerate di dettaglio come la revisione della dirigenza del ministero della Salute, il passaggio alle asl del personale navigante, la revisione delle tariffe per i servizi resi dal ministero e la pubblicità dei prezzi per beni e servizi. Semmai, se ne occuperà il Parlamento.

IL TESTO DELL’ULTIMA BOZZA DI PROVVEDIMENTO (4 settembre)

 

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