Editoriale de Il Welfare dell’Italia n.34 anno VIII maggio-giugno 2012

Il confronto in atto tra Governo e Regioni per la definizione del nuovo Patto per la Salute, che sembra dovrebbe slittare al prossimo autunno, ha molti punti caldi. Tra questi c’è certamente la questione della compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria attraverso i ticket. Si tratta di una misura non solo necessaria, per reperire le maggiori risorse economiche indispensabili alla tenuta del sistema, ma che ha anche aspetti positivi, poiché contribuisce a contenere quel “consumismo sanitario” che fatalmente si produce in un sistema universalista come il nostro. Tuttavia, è inutile negarlo, l’introduzione dei ticket è difficile, poiché nel sentire comune appaiono come una misura vessatoria e “ingiusta”. Proprio per questo è necessario applicarli puntando alla massima equità possibile sia sotto il profilo strettamente sanitario, mettendo in primo piano le effettive condizioni di salute e di autonomia della persona, sia sotto il profilo reddituale, riferendosi non tanto al reddito del singolo ma utilizzando piuttosto l’ISEE per nucleo familiare, sia sotto il profilo anagrafico, spostando ai 75 anni il termine di “anziano”, così come suggerisce il cambiamento della vita media e, in definitiva, il buon senso.
Il Patto per la Salute può essere l’occasione per fare tutto questo, prevedendo anche un sistema efficace di controlli sulle esenzioni, che blocchi i molti abusi.

Angelo Lino Del Favero
Presidente Nazionale
Federsanità – Anci

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