Spesa sanitaria/PIL: rapporto CESP-CRISP, Lombardia modello virtuoso

Meno ricoveri e una spesa sanitaria ampiamente sotto la media nonostante l’aumento costante della popolazione. Sono questi i dati che caratterizzano la sanità lombarda, messa sotto la lente d’ingrandimento dal rapporto “La valutazione dell’efficacia ospedaliera 2004-2008″, che valuta e misura l’efficacia delle strutture ospedaliere lombarde, presentato questa mattina a Milano durante il workshop “Valutare le performance in Sanità”.

Secondo lo studio, condotto dalla direzione generale Sanità insieme al CRISP (Centro di ricerca interuniversitario per i servizi di pubblica utilità) dell’università Bicocca e al CESP (Centro di studio e ricerca sulla sanità pubblica), il rapporto spesa sanitaria-PIL è il più basso d’Italia (6,7% contro dell’8,7% della media italiana, secondo i dati ISTAT) e un tasso di ospedalizzazione in costante flessione da 12 anni, nonostante l’aumento della popolazione, a cui fa da contraltare l’aumento costante delle prestazioni ambulatoriali.

A pochi mesi dalle elezioni regionali 2010, in Lombardia la campagna elettorale 2010 si gioca quindi anche a suon di numeri. E secondo i tecnici del Pirellone che hanno scattato l’istantanea, il Servizio sanitario regionale gestito dalla maggioranza in carica tradotto in cifre sembra funzionare piuttosto bene.

“La Lombardia – ha dichiarato il governatore Roberto Formigoni in una nota – ha saputo garantire un costante innalzamento della qualità e un’estrema razionalizzazione delle risorse, senza aggravi ulteriori di costi per i cittadini, potendo usufruire di una percentuale di fondi pro capite inferiori alla media delle altre Regioni e chiudendo il bilancio in equilibrio senza disavanzi per gli ultimi otto anni consecutivi, ovvero da quando tale obbligo è stabilito per legge”.

Anche per il futuro, ha ricordato il governatore lombardo, la sfida, è sempre di garantire servizi efficienti a costi sostenibili, “creando ed esplorando sempre nuovi modelli di collaborazione con soggetti privati e cercando di ridurre a zero gli sprechi, gli errori e le inefficienze”.

Secondo il rapporto presentato oggi, anche le quote relative alle sole strutture “pubbliche” (5% il dato lombardo) e a quelle “private” (1,7%) sono inferiori alla media nazionale, rispettivamente del 6,8% e dell’1,9%. In Lombardia, è stato ricordato nel corso del convegno, l’incidenza della spesa delle strutture sanitarie pubbliche è pari a circa il 65% della spesa totale regionale

La ricerca esamina tra l’altro i tassi di ospedalizzazione, scesi nei primi 12 anni di vita della riforma sanitaria dal valore di 176,7 (per 1000 residenti nel 1997) a 135,3 nel 2008.

“I servizi erogati sono andati in modo evidente verso un incremento significativo delle prestazioni ambulatoriali e verso una riduzione sia dei ricoveri sia dei day hospital diagnostici inappropriati – sottolinea l’indagine -. Tutto questo è avvenuto nonostante un incremento di popolazione pari a 800.000 abitanti, dimostrando il notevole lavoro fatto per promuovere il ricorso appropriato al ricovero”. Tradotto in cifre, il numero delle prestazioni ambulatoriali regionali sarebbe cresciuto nel corso degli anni (da 149.698.234 nel 2007 a 160.904.191 nel 2008, pari a + 7,5%), mentre il numero dei ricoveri si sarebbe ridotto da 2.062.338 a 1.879.051.

Infine, l’altro aspetto preso in esame dall’indagine è relativo ai tempi di attesa: in un arco temporale di cinque anni (2004-2009) la tempistica di esecuzione per le prestazioni ambulatoriali entro i 30 giorni dalla richiesta è passata dal 70,92% all’82,72%.

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